A Belgrado

Kosovo, Serbia, Solidarieta' — By on 28 dicembre 2010 23:13

27.12.2010

“Belgrado è stata definita moderna, trendy, metropolitana, underground, grintosa e pulsante. Belgrado è infatti una grande capitale culturale ma anche una città ricca di occasioni di svago e con una vivace vita notturna. Una capitale dall’architettura confusa ma interessante a metà tra lo stile socialista e lo stile bohemiene della dominazione austroungarica”. Questo è quello che dice la Loney Planet su Belgrado. Forse quello che ci sta raccontando è quello che tutte le guide turistiche dicono di ogni città d’Europa. Quella stessa Europa un po’ stanca, distratta e facchina che abbandona tanto i suoi figli quanto il loro stesso diritto al futuro.

Questa mattina abbiamo avuto un importante appuntamento con i funzionari del Ministero per Kosovo & Metohija. Ci hanno illustrato la situazione in cui versano i loro connazionali residenti in Kosovo e abbiamo condiviso i dettagli del progetto “Accendiamo la Speranza” che prevede come prima fase l’installazione di due generatori elettrici all’interno di due enclavi: a Osojane, presso una scuola primaria, e a Kosovska Kamenica, presso il locale ospedale. Entrambe le realtà versano in una situazione drammatica dovuta alla volontaria interruzione di energia elettrica da parte delle autorità albanesi.

L’incontro è stato fruttuoso, sincero e costruttivo, ma ha soprattutto gettato le basi per lo sviluppo del progetto nel futuro prossimo.

Domani partiremo per il Kosovo e avremo modo di visitare sul campo con i nostri occhi la situazione e, in concerto con la popolazione del posto, concordare le azioni future.

La giornata è proseguita visitando Belgrado e incontrando altri testimoni e punti di vista sulla situazione di un Paese che, dall’altra parte dell’Adriatico, e’ stato selvaggiamente bombardato per settantotto giorni con la complicita’ attiva del nostro Governo di allora. Decisioni che poi hanno portato l’Italia a riconoscere il narcostato del Kosovo.

A dieci anni dai bombardamenti molti dei palazzi colpiti dagli allora tanto sbandierati bombardamenti chirurgici sono ancora distrutti. Il palazzo della televisione, tra i primi obiettivi, e’ oggi invece sede di una banca e si trova proprio di fronte alla sede del Ministero.

La citta’ e’ molto cambiata da come la ricordavamo l’ultima volta che siamo stati qui nel 1999/2000, nell’ambito di un progetto che allora ci porto’ a sostenere l’Ospedale Neurologico Infantile di Belgrado, anch’esso daneggiato dai bombardamenti.

Cena con i funzionari, visita di un locale con musica tipica balcana e ritorno verso l’albergo, domani il viaggio sara’ lungo.

Stay tuned!

[il video delle foto su l’Uomo Libero TV – clicca qui]

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