Dalla banca al Kosovo: per aiutare

Kosovo, Press, Rassegna stampa, Serbia, Solidarieta' — By on 8 marzo 2011 16:43

ARCO. L’associazione di intervento sociale e culturale l’Uomo Libero da parecchi anni è attiva su molteplici fronti con diversi progetti. In Crimea con l’”Olocausto dimenticato”, in Birmania con “Terra e Identità”, in India a fianco del popolo del Tibet con “La montagna Violata”. Ora che le dinamiche di aiuto sono strutturate, per l’associazione arcense è possibile seguire più progetti contemporaneamente. L’ultimo si svolgerà in Kosovo.

Ce ne parla il responsabile Fabio Franceschini. «Il progetto – spiega – nasce con l’obiettivo di portare sostegno e aiuto concreto alle minoranze del Kosovo al fine di poter esercitare pienamente i loro diritti umani, in particolare la salute e l’educazione scolastica evitando così di rimanere ai margini della società».

Fabio, originario di Treviso, abita nel Basso Sarca dal 1996, anno in cui ha conosciuto l’Uomo Libero. Vive con sua moglie canadese e una bambina di 5 anni e lavora con Banca Mediolanum, nell’ufficio di Riva. «È un lavoro che mi permette di organizzarmi e dedicare il tempo necessario anche alla solidarietà; a cercare, nel mio piccolo, di investire del tempo nell’essere aiuto agli altri. Questo indirettamente è utile anche a me perché visitare popoli e conoscere persone che non godono della nostra ricchezza diffusa ti aiuta a capire cosa è veramente importante nella vita e quanto la nostra società stia vivendo tra le rovine, spirituali certo, ma che di fatto diventano incredibilmente anche materiali perché non ci si accontenta mai di niente».

Come è la situazione in Kosovo al giorno d’oggi?

«Le minoranze non albanesi vivono, dalla fine del conflitto, in uno stato di insicurezza costante: sono presenti forti tensioni sociali di stampo etnico che sfociano quotidianamente in atti di violenza, soprusi e ingiustizie. La situazione economica disastrosa, ha incoraggiato alcuni albanesi ad approfittare delle circostanze, a scapito della minoranza serba, a cui usurpano le abitazioni e le terre. La natalità non è delle migliori: i bimbi nascono con il cancro, a causa dell’uranio impoverito usato durante la guerra, e c’è un florido mercato nero di organi interni, le persone scompaiono ogni giorno».

Fabio Franceschini, insieme ad altri esponenti dell’Uomo Libero, è tornato da poco dal Kosovo, per un viaggio di ricognizione a scopo umanitario. «Gli albanesi – racconta – rifiutano di accettare il ritorno delle minoranza serba nelle proprie case e persistono atti di vandalismo a danno dei siti culturali e religiosi serbi».

Cosa intende fare precisamente l’Uomo Libero?

«Vogliamo migliorare le condizioni di vita di alcune enclavi (Osojane, Silovo e Zupce) per quanto concerne la copertura di energia elettrica. La corrente salta regolarmente, a volte torna dopo qualche ora, a volte dopo qualche giorno. Niente corrente, niente riscaldamento e niente medicinali o vaccini mantenuti in condizioni d’utilizzo. Acquisteremo alcuni generatori. Poi vogliamo fornire la minoranza serba di beni di prima necessità, abbigliamento e alimentari, strumenti e attrezzi per l’agricoltura, materiale medico e veicoli adatti al trasporto di persone come gli scuolabus».

Ma per fare tutto questo occorrono fondi. Ecco perché l’Uomo Libero ha organizzato una giornata di beneficenza, sabato 12 marzo, al Casinò d’Arco: il “St.Patrick Day”, la giornata irlandese. L’evento è patrocinato dell’Ambasciata della Repubblica d’Irlanda in Italia della Regione Trentino Alto Adige.

Dalle 15 alle 17 ci sarà uno stage gratuito di danza folk irlandese, dalle 17 alle 18.30 un incontro pubblico sul tema “Irlanda: tra modernità e tradizione”. Infine alle 20 è prevista una cena tipica irlandese e uno spettacolo di danza folk con i Gens d’Ys. Tra i partecipanti alla cena sarà estratto un week-end per due persone a Dublino. Per le prenotazioni alla cena e lo stage irlanda@luomolibero.it oppure 335.7022607.

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