Guatemaltechi cavie umane degli americani

Senza categoria — By on 2 settembre 2011 13:23

Anni 40, studi sulla sifilide: 83 morti.

DAL 1946 AL 1948 In segreto il Servizio sanitario contagiò pazienti psichiatrici prostitute, detenuti e militari

L’altro caso Anche in Alabama, tra il 1932 e il 1972, vennero reclutati 399 inconsapevoli mezzadri afroamericani malati di sifilide per un esperimento clinico del Servizio sanitario nazionale americano

Sono almeno 83 le vittime dei macabri esperimenti condotti da dottori pagati dal governo degli Stati Uniti su migliaia di civili in Guatemala fra il 1946 ed il 1948: ad attestarlo è il rapporto pubblicato dell’apposita commissione di indagine creata dal presidente Usa Barack Obama lo scorso novembre, con un duro atto d’accusa nei confronti del «ricorso ad esseri umani come cavie» nel tentativo di trovare rimedi con la penicellina alle più gravi malattie veneree.

«Circa 5500 persone vennero sottoposte a test diagnostici e oltre 1300 esposte a malattie veneree attraverso contatti umani come attraverso inoculazioni, al fine di provare l’efficacia della penicillina» si legge nel testo di 48 pagine del rapporto finale. Stephen Hauser, uno degli studiosi che ne ha fatto parte, sottolinea che «le vittime sono state almeno 83 sulla base di quanto riscontrato dall’esame dei circa 125 mila documenti» nei quali i medici americani annotarono tutti i dettagli della ricerca. La vicenda iniziò nel 1946 quando fu l’Istituto nazionale della Sanità dell’allora amministrazione Truman ad autorizzare «l’esposizione alla sifilide» di 700 persone in Guatemala, scegliendo soprattutto prostitute e soldati ma in alcuni casi anche dei minorenni. «Ci troviamo di fronte ad un caso di ingiustizia storica» afferma Amy Gutmann, presidente della commissione, secondo la quale «l’accertamento della verità è solo il primo passo perché adesso dobbiamo rendere omaggio alle vittime e fare in modo che episodi di questo genere non si ripetano più». Le prime tracce sugli esperimenti medici a danno di guatemaltechi vennero trovate nel 2010 da Susan Reverby, storica del Wellsey College, esaminando il lavoro di ricerca svolto dal controverso medico americano John Cutler. Da quel momento in Guatemala come negli Stati Uniti si è indagato per ricostruire la dinamica degli eventi e la commissione voluta di Obama è arrivata a concludere che «molteplici dottori e ricercatori americani hanno violato i più basilari diritti umani e la moralità dei principi della medicina con comportamenti spregievoli, seguiti da un costante tentativo di nascondere cosa facevano» a dimostrazione della consapevolezza di cosa stavano facendo. In particolare Cutler e il suo team medico, lavorando per l’Istituto nazionale della Sanità, identificarono in Guatemala circa 1500 persone, inclusi molti detenuti e malati di mente, per tentare di dimostrare che la penicillina potesse essere un rimedio valido alla malattie veneree. In molti casi vennero reclutate prostitute portatrici di gravi infezioni, come la sifilide, spingendole ad avere rapporti sessuali con detenuti e soldati idetificati come cavie, a loro insaputa. Cutler, scomparso nel 2003, è lo stesso dottore responsabile dell’esperimento Tuskegee che vide tenere sotto osservazione fra il 1932 ed il 1978 centinaia di uomini afroamericani portatori di sifilide avanzata. Finora si è sempre ritenuto che gli afroamericani non vennero adoperati come cavie ma il comportamento di Cutler in Guatemala potrebbe adesso portare a riaprire il caso. C’è chi ipotizza infatti che gli espertimenti Tuskegee e in Guatemala abbiano fatto parte di un’unica ricerca, basata sulla contaminazione dei non-bianchi.

Barack Obama e il Segretario di Stato Hillary Clinton si sono personalmente scusati con il Guatemala per quanto avvenuto e il presidente centroamericano, Alvaro Colom, ha parlato di «crimini contro l’umanità» ordinando un’inchiesta nazionale. Nei rapporti fra i due Paesi c’è ora in agenda la creazione di un sistema teso a compensare le vittime degli esperimenti di Cutler anche perché prima di effettuarli in Guatemala per un certo periodo adoperò come cavie dei detenuti nel carcere di Terre Haute, Indiana, che erano cittadini americani. L’ipotesi è ricorrere all’attuale programma federale per risarcire le vittime di danni causati dai vaccini, senza stanziare fondi ad hoc.

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