Il paese degli egoisti

Senza categoria — By on 14 settembre 2011 11:47

L’Italia è proprio un curioso Paese. Nel 2002 il governo Berlusconi varò un maxicondono fiscale per coloro che avessero fatto rientrare in Italia i milioni, o i miliardi di euro tenuti illegalmente all’estero. Una misura così favorevole per gli evasori che i giornalisti lo ribatezzarono “condono tombale”. La penale da pagare oscillava infatti fra il 4 e il 6%, ridicola rispetto a quanto gli evasori avevano lucrato sottraendo, per anni, i loro guadagni al Fisco. I contribuenti onesti si mangiarono il fegato ma non poterono far altro che abbozzare. Adesso si scopre che uno dei “punti di forza” della manovra finanziaria è recuperare quattro miliardi e mezzo di penale che i “condonati”, in otto anni, non hanno ancora saldato. Ma com’è possibile? Qui non si trattava di andare alla cieca alla ricerca di possibili ma sconosciuti evasori. Il Fisco ne conosceva nomi, cognomi e indirizzi.

Nella mia vita mi è capitato qualche volta di non pagare una multa o, poniamo, un onere amministrativo. Cifre minime, dell’ordine dei 50-100 euro. Dopo un po’ mi arrivava un bollettino Equitalia che mi ingiungeva di saldare, con relativi interessi e mora, entro sessanta giorni, pena il pignoramento dei mobili di casa o l’aggressione allo stipendio. E di recente, qui al nord, c’è stata una rivolta di agricoltori contro un esattore Equitalia, tenuto prigioniero per un paio di ore, perché continuavano ad arrivare bollette che non lasciavano loro scampo. Per i doppi evasori del 2002 sono passati invece otto anni.

Naturalmente adesso la legge finanziaria minaccia misure severissime contro i doppi evasori del 2002: dovranno pagare ciò che non hanno pagato entro il 31 dicembre di quest’anno e se non lo faranno ci sarà una penale del 50%. Ma come pensa il Fisco di far pagare a costoro in due mesi (la legge diventerà operativa a metà ottobre) ciò che non è riuscito a farsi dare in otto anni? E se non è stato in grado di esigere la modesta penale del 5% come farà a scucire a questi soggettini il 50? Sembra una riedizione delle “grida” di manzoniana memoria che quanto più erano minacciose tanto meno erano efficaci. Inoltre lo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha detto che di quei quattro miliardi e mezzo di penali non pagate “2,7 sono inesegibili”.

Mussolini disse una volta: “Governare gli italiani non è difficile, è inutile”. Si sbagliava. Governare gli italiani è difficilissimo. Perché non siamo un popolo, ma un aggregato di corporazioni e di individualismi che non sono disposti a cedere un etto a favore del bene comune e dell’interesse collettivo. Prendiamo la patrimoniale prospettata sui redditi superiori ai 90 mila euro lordi l’anno, il che fa uno stipendio di 3700 euro netti al mese, di tutto rispetto. Cambiava qualcosa nella vita di questi contribuenti se, una tantum, pagavano un modesto surplus oltre questi 3700 euro? Eppure è successo il finimondo e si è dovuto spostate il tetto a 300 mila euro. Forse una volta gli italiani erano meno egoisti. Quando Mussolini chiese “oro alla Patria” si videro uomini e donne del popolo offrire le loro povere gioie e persino le fedi nuziali. Erano uomini e donne che non avevano un premier che, dopo aver governato l’Italia per dieci degli ultimi diciassette anni, l’ha definita “un Paese di merda”.

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