Buone notizie dall’Islanda

pensieri — By on 30 novembre 2011 10:55

L’Islanda si rifiutò nel 2008 di salvare le sue banche avviate al fallimento.

Il debito era in gran parte verso investitori esteri. Per Olanda e Regno Unito ammontava a 4 miliardi di euro. Un referendum separò la responsabilità privata delle banche da quella pubblica dello Stato. Le tasse dei cittadini non vennero in soccorso delle banche. La moneta islandese perse subito il 25% sull’euro e il Pil arretrò del 10%. Dopo solo due anni di recessione la sua economia è ripartita. Nel 2011 crescerà del 2,6%. La disoccupazione è del 7% e l’interesse che riconosce per i suoi titoli pubblici è nettamente inferiore a quella dei Pigs. Questo dimostra la possibilità di rifiutare il diktat imposto al nostro popolo dai potentati finanziari mondialisti. Non serve aggiungere altro, solo tirar fuori le palle e quello straccio di dignità nazionale che ancora ci portiamo addosso.

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