Via dalle città, torniamo a vivere

pensieri — By on 30 novembre 2011 10:53

“Siamo tre famiglie riunite, parecchio tempo fa risiedavamo in Desenzano del Garda, ma un giorno avemmo l’occasione con un piccolo capitale di acquistare una grossa fattoria nell’entroterra agricolo.

Ci siamo organizzati bene e con l’aiuto di una signora esperta che arriva dalla ciociaria, abbiamo quasi raggiunto l’autonomia alimentare ed abbiamo quattro botti piene di circa 1200 litri di ottimo vino. Ci siamo creati un magazzino di ogni genere alimentare con una cella di surgelazione, piena di carni pregiate della zona. Siamo in contatto con degli ingegneri della Uni di Padova, perche’ vogliamo avere anche una forte indipendenza energetica con le nuove tecnologie. Mi dispiace che dall’inizio non fossimo, sei, sette famiglie, oggi saremmo una potenza. Cari professori, economisti, politicanti, banchieri, la nostra produzione nasce e muore senza conoscere l’IVA ed altra burocrazia contabile, nasce dalla terra e finisce nella nostra pancia. Voi continuate pure a strolegare di monate, di Spread, di Bond, noi invece con le nostre scarpe grosse avremo sempre la pancia piena, piena. Qui in provincia di Brescia poi per mangiare sono senza freno; abbiamo costruito un grosso camino a brace di legna ed ogni sabato invitiamo in media 20/25 persone che per sdebitarsi un po’ ci portano delle ceste colme di ogni ben di Dio che ci basta per dieci giorni. Toh, città (…ditone), Le città sono come le luci in estate, ci girano intorno mille farfalline ipnotizzate, le città sono delle grandi illusioni. In citta’ conoscevo si e no dieci famiglie, qui in campagna 500!”.

U-Boot

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