Berlino ha ripreso a stampare marchi

pensieri — By on 4 dicembre 2011 13:22

Non è in Ticino, ma a San Gallo.

Lo dice un deputato italiano, Lucio Barani,  “La Germania sta stampando marchi in Svizzera”. Una dichiarazione che alimenta il giallo partito dall’Italia, che inizialmente portava a un’azienda tra il Luganese e il Mendrisiotto e che invece riparte dal nord. Possibile? Esiste davvero un piano B della Germania nel caso, si ipotizza, di un crollo dell’euro? Dopo i sussurri, irrompe la notizia dagli Usa che – ha scritto il New York Times – importanti banche, come Merrill Lynch, Barclays Capital e Nomura, starebbero valutando delle simulazioni per capire cosa accadrebbe nel momento in cui la moneta europea si disintegrasse sotto i colpi della crisi. E, tornando alla Germania,   anche Pippa Malmgren, economista ed ex consulente di George Bush, già consigliere della Deutsche Bank, non ha dubbi: la Germania – ha scritto nel suo blog – ha ripreso a stampare marchi. Vero o soltanto “una bufala”? C’è chi giura d’aver visto una fotografia di banconote fresche di stampa, come il deputato socialista italiano Barani: “Certo che le ho viste e so anche il nome della tipografia, nella zona di San Gallo, che sarebbe legata al gruppo tedesco Maschinen Dörries Scharmann”. In effetti a San Gallo c’è una tipografia legata alla ditta germanica.  ”Questa storia – riprende Barani – la seguo da parecchio. Inizialmente mi pareva pura fantasia. Poi ho messo insieme una serie di elementi e sono arrivato alla conclusione che sotto sotto qualcosa c’è. A Roma lo sanno in parecchi”.

La notizia che Berlino vuole far rivivere i Deutsche Mark sarebbe affiorata in seguito a una confidenza raccolta dai servizi segreti italiani su un grosso appalto della Bundesbank affidato a due aziende svizzere. Genericamente nel fascicolo dei servizi si parlava di studi sul “vecchio” marco. “Ma la cifra – riprende il deputato italiano – era sproporzionata e dunque si presume che insieme all’indagine di mercato ci sia altro”. Secondo quanto ha raccolto invece dal quotidiano “Milano Finanza”, oltre la Maschinen Dörries Scharmann, sarebbe coinvolta un’altra azienda: la Sicpa di Prilly, vicino a Losanna, specializzata in inchiostri per cartamoneta. E, secondo quanto riportato da Mf, starebbe collaborando al progetto di Berlino. Ma perché far stampare marchi in Svizzera? “Riservatezza, ma non solo. Chiedetevi – dice ancora Barani – con chi ha chiuso il primo accordo fiscale Berna”.

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