Una dignitosa sepoltura per tutti – lettera al Sindaco di Torbole

Senza categoria — By on 6 maggio 2012 16:43

Torbole, 1 maggio 2012

A Luca Civettini
Sindaco del Comune di
Nago – Torbole (Tn).

Stimato Signor Sindaco,

colgo la sua cortese attenzione per evidenziare un tema del quale avevamo già avuto occasione di parlare, lo scorso anno, in occasione della mia richiesta -per altro respinta- di poter deporre un cippo commemorativo al Corno di Bò, in ricordo della “battaglia delle gallerie” del 29-30 aprile 1945 e del gran numero di soldati lì caduti (almeno una cinquantina) e gettati nel lago, senza un gesto di cristiana pietà.

Come ben ricorderà, le avevo espresso la necessità di verificare che il famoso bunker del Corno di Bò fosse attentamente ispezionato, al fine di recuperare qualsiasi resto di natura umana ancora lì presente, dopo 66 anni dai tragici eventi del fine guerra; dopo l’esumazione avvenuta nel 1953 dei resti lì murati nel 1945 (11 o 13 corpi?); dopo il rinvenimento -due anni or sono-  da parte del regista veronese Quattrina di diverse ossa, che le analisi effettuate dall’Arma dei Carabinieri hanno accertato essere appartenute a esseri umani.

Ora, Signor Sindaco, un articolo apparso sul quotidiano l’Adige di oggi, primo maggio, riporta prepotentemente in evidenza il problema.

Un giovane studioso inglese, Ben Appleby, insieme al ricercatore locale Aldo Miorelli, potendo liberamente accedere (?) al sito in oggetto hanno ritrovato –così dichiarano al giornale- una moltitudine di reperti vari (oltre a pattume d’ogni genere), certamente appartenuti agli occupanti del bunker. Quello che non dicono –perlomeno alla stampa- è che in tre giorni di lavoro, anche con l’ausilio di un metal detector, hanno rinvenuto numerosi reperti organici, inequivocabilmente d’origine umana. Ho avuto la possibilità di vedere le foto scattate dall’Appleby che testimoniano il ritrovamento: si tratta di ossa di vario genere, un cassa toracica quasi intera, una moltitudine di denti etc.

Non crede Signor Sindaco che sia il caso di far luce piena su questo scabroso ed imbarazzante fatto? Che venga compiuta un’opera di attenta e scrupolosa “bonifica” del sito, al fine di restituire dignità al tutto? Possibile che in 67 anni nessuno abbia mai pensato che anche la Pietas, nel senso latino del termine, ha i suoi diritti e i suoi doveri?

Confido, Signor Sindaco, nella sua sensibilità per un intervento –definitivamente- risolutivo della questione. Ambedue sappiamo che l’educazione alla pace si costruisce anche attraverso il rispetto, il decoro, l’onore e l’onestà intellettuale.

Con stima.

Il Presidente

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