Una Colomba per la Crimea

Campagne, Crimea, Eventi, in evidenza, News, Solidarieta' — By on 15 marzo 2013 10:09
BREVE STORIA DEGLI ITALIANI IN CRIMEA:
Nel 1830, per  volere della Russia zarista, per rilanciare l’economia dei villaggi
lungo il Mar Nero e quello d’Azov fino a raggiungere l’entroterra ucraino,agricoltori, marinai, architetti e scultori italiani arrivarono numerosi, principalmente dalla Puglia.
Gli italiani, la cui principale comunità si era raccolta intorno alla chiesa cattolica di Kerc, si inserirono bene in quel coacervo di razze che si trovavano in Crimea. Amati e rispettati seppero rilanciare l’economia della Crimea tanto da rappresentare una delle minoranze più benestanti.
Furono anni felici, di grande integrazione, dove la comunità vide persino arrivare nel tempo reduci garibaldini, prigionieri austriaci di nazionalità italiana e antifascisti.
La calma però venne sconvolta dalle purghe staliniane, tra il 1933 e il 1937.
Inseriti nella famigerata Trudarmia, “l’armata del lavoro”, furono schiavizzati e sfruttati per lavori coatti. I pochi sopravvissuti vennero deportati in Siberia da dove non tornarono più.
Degli oltre 1300 italiani che abitavano la ridente Kerc, ad oggi sono solo 300 i superstiti del genocidio, ma condividono un forte senso di appartenenza di appartenenza alla comunità italiana; orgoglio tramandato a figli e nipoti.
Oggi esiste un’associazione, CERKIO, che raggruppa gli italiani di Kerc, ricorda i tragici eventi della comunità ed organizza eventi di conoscenza e tradizione italiana. L’Uomo Libero si è già fatto carico della spedizione di decori per la chiesa saccheggiata dal regime comunista, alcuni tricolori e grammatiche italiane, uniche richieste di questi connazionali dalla enorme dignità, sebbene dimenticati dallo stato.
E TU COSA PUOI FARE?
Puoi acquistare una colomba di Pasqua dai nostri volontari: il ricavato servirà per spedire altrettante colombe ai nostri connazionali in Crimea. Un piccolo gesto per fargli sentire che gli italiani non dimenticano i propri fratelli. Ovunque essi si trovino.
Ci trovi ad Arco, sabato 23 marzo, in piazza della Canonica, dalle 10:00 alle 18:00

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