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FREE TIBET - FREE BURMA
Torbole (Trento). Nella cornice del circolo
velico di Torbole sul lago di Garda, si è svolta
sabato scorso di fronte ad un pubblico
qualificato, la presentazione del progetto
umanitario "Terra e Identità". L'iniziativa,
promossa dall'Associazione di intervento Sociale
e Culturale "l'Uomo Libero" Onlus in
collaborazione con la Regione Trentino Alto
Adige, è destinata a fornire un supporto ai
Karen, un antico popolo di origine tibetana che
da quasi sessanta anni resiste al tentativo di
genocidio sistematicamente perseguito dalla
dittatura militare birmana, con il sostegno
bellico della Cina ed il finanziamento di lobby
finanziarie e petrolifere occidentali. Stupri di
massa, distruzione di villaggi e roghi dei
raccolti sono all'ordine del giorno. I Karen
difendono quotidianamente il loro diritto alla
sopravvivenza con l'obiettivo di ottenere il
rispetto della propria cultura ed una forma di
autonomia nei territori della Birmania
Orientale, opponendosi strenuamente anche al
traffico di droga internazionale che in
quell'area è particolarmente attivo.

un momento della presentazione a
Torbole
Alla presentazione, introdotta dal presidente de
"l'Uomo Libero", Walter Pilo, ha partecipato
anche Franco Nerozzi, Presidente della Comunità
Solidaristica "Popoli", partner nel progetto,
che attraverso la proiezione di un video ed il
racconto diretto dell'esperienza vissuta in
Birmania ha consentito alla platea di
comprendere ed approfondire la reale e
drammatica situazione del popolo Karen e di
illustrare le finalità del progetto umanitario
"Terra e Identità", volto in primo luogo a
consentire la lavorazione e coltivazione dei
prodotti alla base dell'alimentazione quotidiana
dei Karen (riso, zucche, cetrioli, mais e
ortaggi) su un terreno di circa 60 ettari,
grazie alla bonifica del territorio da ordigni
bellici rimasti dalle passate operazioni
militari. E' prevista inoltre la costruzione di
un edificio rurale che fungerà da magazzino e da
ricovero per gli attrezzi, oltre che da luogo di
ristoro per i contadini che potranno godere
anche della costruzione di abitazioni per le
famiglie che hanno deciso di non abbandonare le
proprie terre.

un momento della
presentazione a Trento
L'evento,
anticipato il giorno precedente a Trento
dalla presentazione ufficiale presso la sala
rosa del palazzo della Regione, ha
registrato inoltre la partecipazione di
Antonello Brandi,
Presidente della Laogai Research Foundation
Italia (di cui segnaliamo il nuovo sito:
www.laogai.it), e di Tenzin
Khando Khoryakamchi,
studentessa di origine tibetana presso
l'università di Trento. L'intervento di
Brandi ha messo in luce la drammaticità dei
Laogai, i campi di rieducazione attraverso
il lavoro, ancora oggi presenti a migliaia
nel vasto territorio della Cina, divenuta
ormai un mostruoso complesso di stampo
marxista-capitalista. Nei Laogai sono
rinchiusi i dissidenti del regime cinese, i
cattolici, i sostenitori dei più elementari
diritti umani (la possibilità di avere più
di un figlio per esempio) che, soggetti a
vessazioni e torture quotidiane o ad
esecuzioni sommarie per incrementare il
mercato delle donazioni di organi, sono
costretti a lavorare per 16-18 ore al giorno
al fine di produrre i beni destinati al
mercato occidentale. Il Laogai, infatti, è
allo stesso tempo campo di prigionia e
impresa commerciale. Tenzin Khando
Khoryakamchi invece, studia a Trento da tre
anni e, attraverso il racconto della sua
tragedia famigliare, della costrizione
all'esilio in India, ha descritto la
situazione del Tibet occupato dalle truppe
cinesi, mettendo chiarezza alla confusione
ingenerata dalla visone distorta dei
massmedia in occasione delle prossime
Olimpiadi di Pechino.
l'Uomo
Libero
Arco, 12
luglio 2008
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