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HUMANITAS
- Birmania -- |
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Documenti |
Seduta n. 133 di lunedì 16 febbraio 2009
MOZIONE BONIVER CONCERNENTE INIZIATIVE PER LA
DIFESA DEI DIRITTI UMANI E PER L'AFFERMAZIONE
DELLE LIBERTà DEMOCRATICHE IN BIRMANIA
Mozione
La Camera, premesso che:
-
il Premio Nobel per la pace Daw Aung San Suu
Kyi, leader della Lega nazionale per la
democrazia, è da 13 anni agli arresti
domiciliari;
-
in questo ultimo anno il numero dei detenuti
politici è passato da 1100 ad oltre 2130 e
questi sono vittime di torture,
maltrattamenti e pesantissime condizioni
carcerarie, incluso il ricorso diffuso alla
tortura e ai lavori forzati;
-
negli ultimi due mesi sono stati condannati
a pene detentive, che vanno sino a 68 anni
di carcere, 186 detenuti politici, membri
della Lega nazionale per la democrazia,
della cosiddetta «Generazione '88»; tra essi
sindacalisti, attori, giornalisti, monaci,
che hanno la sola responsabilità di aver
tentato di esprimere liberamente la loro
opinione nelle cosiddetta «rivoluzione
zafferano» del settembre 2007;
-
l'appello del 3 ottobre 2008 di Navanethem
Pillay, recentemente nominato Alto
commissario delle Nazioni Unite per i
diritti umani, ha richiesto alle autorità
militari birmane il rilascio di tutti i
prigionieri;
-
l'appello al Segretario generale delle
Nazioni Unite Ban Ki-Moon di 112 ex Capi di
Stato e di Governo chiede la liberazione
immediata e incondizionata di tutti i
detenuti politici, inclusa Daw Aung San Suu
Kyi;
-
la giunta militare birmana rifiuta
deliberatamente di adottare qualsiasi misura
preventiva o di salvaguardia contro la grave
carestia che sta minacciando lo Stato di
Chin nella parte occidentale del Paese;
-
secondo l'autorevole rapporto della Campagna
internazionale per la messa al bando delle
mine, la Birmania è una dei due Paesi al
mondo il cui esercito continua ad usare mine
antiuomo; nel 2007 le vittime delle mine
sono aumentate del 76 per cento e il regime
sta incrementando la presenza di campi
minati, soprattutto al confine tra Birmania
e Bangladesh;
-
come denunciato dall'Organizzazione
internazionale del lavoro, si perpetua nel
Paese la pratica del lavoro forzato e la
giunta militare utilizza direttamente ed
indirettamente il lavoro forzato per la
costruzione di strade, dighe e la
ricostruzione delle zone colpite dal ciclone
Nargis;
-
a 10 anni dalle raccomandazioni della
commissione di inchiesta dell'Organizzazione
internazionale del lavoro, la giunta
militare non ha adottato alcuna delle
raccomandazioni per l'eliminazione del
lavoro forzato;
-
la medesima commissione di inchiesta
dell'Organizzazione internazionale del
lavoro ha dichiarato il lavoro forzato come
un crimine contro l'umanità e il consiglio
di amministrazione ha deciso di mantenere
aperta la possibilità di chiedereun parere
consultivo urgente alla Corte internazionale
di giustizia per la violazione della
Convenzione dell'Organizzazione
internazionale del lavoro sul lavoro forzato
n. 29 e le istituzioni internazionali, I
Governi, gli imprenditori e le parti sociali
sono chiamate a rivedere I propri rapporti
con la Birmania, in modo da evitare che
questi possano contribuire al lavoro
forzato;
-
la giunta militare birmana continua a
reclutare bambini soldato;
-
la commissione dell'Organizzazione
internazionale del lavoro sulla libertà
sindacale ha presentato le conclusioni del
suo lavoro e ha condannato duramente nella
sessione di novembre 2008 la giunta militare
per la violazione di questo diritto umano
fondamentale, attraverso la condanna
all'ergastolo di sindacalisti e la
definizione del sindacato birmano come
organizzazione terrorista;
-
le autorità militari birmane continuano le
deportazioni forzate di migliaia di abitanti
dei villaggi e le violenze e le
intimidazioni hanno prodotto un aumento del
numero dei rifugiati interni e nei Paesi
limitrofi, che spesso cadono vittima di
traffici di esseri umani e di sfruttamento
sessuale ed economico;
-
la Commissione dell'Onu sulle donne (Cedaw)
ha condannato la cultura di impunità nel
trattamento dei perpetratori degli stupri;
-
la situazione dei diritti umani è
ulteriormente deteriorata e, nonostante le
raccomandazioni delle istituzioni
internazionali, la repressione politica il
Segretario generale delle Nazioni Unite ha
annunciato la decisione di rinunciare alla
prevista visita in Birmania, che avrebbe
dovuto avvenire entro il mese di dicembre
2008, a causa dell'assenza dei presupposti
che permettessero la ripresa del dialogo;
-
l'inviato speciale dell'Unione europea per
la Birmania, Piero Fassino, ha riaffermato
il disappunto della comunità internazionale
di fronte all'atteggiamento della giunta e
la comunità internazionale non ha intenzione
di arrendersi allo status quo, né può
accettare un Paese ridotto alla fame e privo
di ogni libertà civile;
-
nel corso del ciclone Nargis le autorità
birmane hanno impedito per lungo tempo
l'accesso nel Paese di esperti e di
organizzazioni umanitarie per la gestione
dell'emergenza;
-
le Nazioni Unite hanno reso noto nell'agosto
2008 che le autorità militari birmane si
erano appropriate in modo illecito di una
parte di aiuti umanitari destinati alla
Birmania, applicando falsi tassi di cambio;
-
a seguito del tempestivo intervento del
Segretario generale Onu vi è stata
un'apertura limitata alle organizzazioni
internazionali;
-
le autorità militari birmane hanno bloccato
l'accesso via internet ai mezzi di
comunicazione liberi, hanno vietato la
diffusione delle fonti di informazione
indipendenti e hanno arrestato i cosiddetti
«cyberdissidenti» per aver tentato di
esprimere liberamente le loro opinioni
politiche;
-
nonostante la gravissima crisi umanitaria
determinata dal ciclone Nargis e l'assenza
delle condizioni minime di trasparenza e di
rispetto degli standard internazionali, le
autorità birmane hanno deciso di tenere un
referendum per l'approvazione della bozza di
costituzione il 10 maggio 2008 in tutto il
Paese ed il 24 maggio 2008, nelle zone
colpite dal ciclone;
-
dai rapporti ricevuti dalle organizzazioni
democratiche si sono registrate diffuse
minacce, ritorsioni e situazioni nelle quali
le schede del referendum erano state già
votate;
-
l'auspicato dialogo con le forze
democratiche, con i rappresentanti delle
minoranze etniche e della Lega nazionale
della democrazia non ha avuto luogo; labozza
di costituzione non è stata frutto di un
dialogo inclusivo e democratico e la stessa
mira a garantire la prosecuzione del potere
politico dei militari e a limitare e
condizionare pesantemente lo sviluppo di
istituzioni pienamente democratiche;
-
la giunta militare si è impegnata a
costruire un reattore nucleare e tali
responsabilità non sono state affidate al
Ministro dell'energia, ma al Ministro della
difesa, creando i presupposti perché tale
reattore sia destinato a scopi militari;
-
numerose iniziative sono state assunte in
Italia, in modo particolare dagli enti
locali, per il sostegno al popolo birmano e
ad Aung San Suu Kyi, conferendo a lei e ad
altri detenuti politici la cittadinanza
onoraria;
-
i diritti umani fondamentali - come
riconosciuti dalla nostra Carta
costituzionale, sanciti dalle Dichiarazioni
delle Nazioni Unite e richiamati nel
Trattato per la Costituzione dell'Europa -
rappresentano l'orizzonte comune dei popoli
di tutto il mondo e devono costituire un
riferimento costante per la politica
internazionale e, in particolare, per
l'iniziativa dei Governi democratici nei
confronti dei Paesi in cui tali diritti sono
disconosciuti e conculcati;
-
il diritto alla libertà in tutte le sue
manifestazioni è un bene universale che non
conosce confini geografici, in quanto
appartenente all'intera famiglia umana e al
futuro delle nuove generazioni;
-
particolare rilievo assume il richiamo ai
diritti umani universali, con riferimento
alle donne, come espressamente sancito dalle
Conferenze mondiali dell'Onu e, in
particolare, dalla Conferenza di Pechino nel
1995;
-
il 10 dicembre 2008 è ricorso il 60o
anniversario della Dichiarazione universale
dei diritti dell'uomo;
si
auspica che:
-
vi sia l'immediata e incondizionata
liberazione di Aung San Suu Kyi, Premio
Nobel per la pace, agli arresti domiciliari
da 13 anni;
-
vi sia l'immediata liberazione di tutti i
prigionieri politici;
-
siano fornite cure mediche ai prigionieri
politici e il comitato internazionale della
Croce rossa possa riprendere le visite;
-
il Segretario generale dell'Onu metta in
atto con urgenza tutte le iniziative
necessarie, compresa una risoluzione del
Consiglio di sicurezza, al fine di poter
sbloccare la gravissima situazione di stallo
attuale e per la liberazione di tutti i
detenuti politici, affinché sia avviato un
vero dialogo tripartito con tutte le forze
politiche democratiche e la leader Aung San
Suu Kyi, siano fissate scadenze e parametri
per le riforme e il Consiglio di sicurezza
delle Nazioni Unite adotti ulteriori misure
nei confronti della Birmania, in caso di
mancato rispetto delle scadenze e dei
parametri stabiliti;
-
gli Stati dell'Associazione dei Paesi del
Sud Est asiatico rafforzino l'iniziativa
politica e diplomatica nei confronti della
giunta militare per il rilascio dei detenuti
politici e l'avvio di un concreto dialogo
tripartito;
-
sia condannata fermamente la pulizia etnica
perpetrata contro le minoranze etniche e, in
particolare, i Karen;
-
siano messe in atto tutte le iniziative
internazionali necessarie ad ottenere che le
elezioni del 2010 si realizzino sulla base
di standard democratici internazionalmente
riconosciuti, di una legge elettorale
elaborata con il concorso dell'opposizione e
da essa condivisa e con garanzie di piena
agibilità politica per tutti i partiti e i
candidati;
-
sia espressa viva preoccupazione per il
fatto che l'organo investigativo istituito
dalla giunta militare per indagare sulle
morti, gli arresti e le sparizioni legate
alle manifestazioni pacifiche del settembre
2007 non abbia fornito alcun risultato e sia
chiesto alle autorità birmane di facilitare
le operazioni di una commissione
investigativa patrocinata dalle Nazioni
Unite;
-
siano sollecitati i Governi di Cina, India e
Russia ad utilizzare nei confronti delle
autorità birmane i considerevoli mezzi di
pressione economici e politici di cui
dispongono, al fine di favorire il
conseguimento di progressi sostanziali nel
Paese, invitandoli a cessare di fornire armi
e altre risorse strategiche;
-
sia espressa forte preoccupazione per la
costruzione di un reattore nucleare
sperimentale e si chieda all'Agenzia
internazionale per l'energia atomica di
porre in atto tutte le verifiche necessarie
ad evitare che si costruisca un reattore a
fini militari,
impegna il Governo:
-
ad agire, di concerto con i partner
dell'Unione europea, al fine di adottare
misure adeguate verso la Birmania, ivi
compreso un possibile rafforzamento
dell'attuale regime sanzionatorio;
-
a mettere in atto attraverso lo strumento
della cooperazione allo sviluppo e altri
strumenti non solo iniziative di aiuto
umanitario, ma anche programmi mirati al
sostegno e al rafforzamento delle
organizzazioni democratiche;
-
birmane in esilio, al fine di aumentare la
loro capacità di promozione di attività di
denuncia delle violazioni dei diritti umani
e del lavoro e di iniziativa democratica e
progetti che favoriscano la crescita della
società civile locale;
-
a promuovere, attraverso organizzazioni non
governative e Agenzie dell'Unione europea e
dell'Onu, l'azione di sostegno umanitario e
programmi di cooperazione in settori
cruciali per la vita della popolazione
birmana;
-
ad agire in tutte le sedi internazionali e
comunitarie per sostenere l'avvio del
dialogo tra le parti interessate ad una
rapida transizione verso la democrazia in
Birmania.
[http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/odg/cam/allegati/20090216.htm]
su
Radio Radicale il video della discussione |
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Se un uomo non
è
disposto a
lottare
per le sue
idee,
o le sue idee
non valgono
nulla,
o non vale
nulla lui
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