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nome progetto |
Terra e Identità |
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destinatari |
Nazione Karen |
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partner |
Comunità Solidarista "Popoli"
Dipartimento Sanità e Welfare
dell’Unione Nazionale Karen
Regione Trentino Alto Adige |
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inizio |
aprile 2008 |
IL
PAESE, LA GENTE
Dal 1949, nei territori della Birmania Orientale
è in corso una sanguinosa guerra che il governo
di Rangoon conduce contro una delle principali
minoranze etniche del paese. I Karen, antico
popolo di origine mongolo - tibetana giunto in
Birmania 2700 anni fa, da quasi 60 anni resiste
al tentativo di genocidio condotto nei suoi
confronti dal regime birmano, una dittatura
militare sostenuta dalle armi della Cina, che
basa buona parte del suo bilancio sul
narcotraffico e sui contratti stretti con
multinazionali occidentali interessate allo
sfruttamento delle risorse energetiche.
Popolazione dai rigidi dettami etici,
intransigente nemica della produzione, del
commercio e del consumo di droga, legata ai
propri valori tradizionali e alla propria terra,
i Karen subiscono quotidianamente gli attacchi
armati dell’esercito birmano. I villaggi vengono
invasi e rasi al suolo, i contadini uccisi
mentre sono al lavoro nei campi, i raccolti
incendiati, le donne stuprate. La resistenza dei
Karen è volta esclusivamente alla difesa della
popolazione civile, e all’ottenimento di ciò che
era stato loro promesso alla fine del secondo
conflitto mondiale: una forma di autonomia e il
rispetto della propria cultura, delle proprie
tradizioni e della propria identità.
Di fronte alle gravi carenze alimentari che le
continue violenze generano tra la popolazione di
profughi interni (oltre 400.000 nella regione
Karen), "l'Uomo Libero" lancia il progetto
agricolo “Terra – Identità”.
TERRA –
identità
A partire da aprile 2008 è stato avviato un
progetto agricolo volto a creare le condizioni
necessarie all’autosufficienza alimentare delle
popolazioni che gravitano attorno al villaggio
di Kler Law Seh.
La finalità di tale iniziativa è duplice:
-
Consentire alle famiglie di profughi interni
di restare in territorio Karen nutrendosi di
ciò che verrà prodotto grazie al progetto,
evitando così l’umiliazione dell’espatrio e
del trasferimento in campi profughi
tailandesi.
-
Iniziare, quando l’estensione del terreno
coltivato raggiungerà dimensioni idonee, il
rimpatrio di famiglie attualmente ospitate
nei campi profughi tailandesi.
La
valenza sociale e politica di questo progetto è
evidente: aiutando la popolazione a rimanere
sulla propria terra, e addirittura incoraggiando
coloro che in passato sono stati costretti alla
fuga a rientrare nel proprio Paese, l’iniziativa
“Terra – Identità” agisce in senso
diametralmente opposto alle correnti
globalizzatrici e mondialiste favorevoli allo
sradicamento dei popoli e alla loro emigrazione.
“Terra – Identità” è un progetto che ha ottenuto
la piena ed entusiastica approvazione da parte
dei leader del popolo Karen, interessati alla
ricostruzione del loro Paese e preoccupati per
il flusso migratorio verso la Tailandia e da lì
verso gli Stati Uniti e altri paesi occidentali,
che coinvolge la loro gente.
Una vera e propria emorragia, un impoverimento
in termini umani e culturali, il preludio
all’estinzione di un intero popolo.
“Terra – Identità” vuole contribuire a
ripopolare lo stato Karen, a ridargli i suoi
figli, i suoi contadini e le sue madri.
REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
La
prima fase di “Terra e Identità” ha visto la
bonifica, la lavorazione e la semina di un
terreno di circa sessanta ettari, posto nei
dintorni del villaggio di Kler Law Seh,
distretto di Dooplaya, Stato Karen.
È stato fondato quindi il villaggio di Kow Hla Mee costituito da un edificio rurale, che funge
da magazzino e da ricovero per gli attrezzi,
oltre che da luogo di ristoro per i contadini, e
venticinque abitazioni che permetteranno ad
altrettante famiglie di trasferirsi e
ricominciare, lasciandosi alle spalle i centri
profughi thailandesi, dove i Karen sono, seppure
al sicuro delle brutalità dell’esercito di
Rangoon, obbligati a una non-vita dovuta
all’impossibilità di coltivare o di svolgere
qualsiasi attività economica, dipendendo da una
razione che il Governo thailandese decide di
distribuire.
Kow Hla Mee ha quindi fornito una nuova speranza,
non solo a queste persone, ma soprattutto a un
intero popolo: gli ha infatti ricordato che la
loro tragedia non è dimenticata e che c’è
qualcuno, dall’altra parte del mondo, che
combatte perché questa abbia termine.
Seconda fase
L’avvio della seconda fase del progetto “Terra e
Identità” è prevista per la primavera 2009 e
contempla la realizzazione di ulteriori
trentacinque abitazioni, di una clinica e di una
scuola per l’intero villaggio.
Sostenibilità del progetto
La sostenibilità economica della prima fase del
progetto è stata in parte garantita dalla
Regione Trentino Alto Adige e per il resto ha
poggiato su l’Uomo Libero, sul nostro partner in
questo progetto, la Comunità Popoli e sull’aiuto
e il sostegno di quanti hanno voluto essere
protagonisti dell’aiuto a un Popolo.
Il ricavato di questo libro e delle altre
iniziative che svolte andranno a sostenere
economicamente la realizzazione del progetto
previsto dalla seconda fase e, nel frattempo,
sapremo di eventuali contributi pubblici.
Nel corso del 2009 è altresì prevista una
importante mostra fotografica itinerante con un
duplice scopo: denunciare la situazione birmana
e la tragedia del Popolo Karen e, naturalmente,
raccogliere fondi.
Aiuti
e contributi
Puoi partecipare a questo importante progetto
anche tu dando la disponibilità per banchetti
informativi, raccolta fondi, conferenze e
convegni.
Puoi partecipare versando una donazione
direttamente sul conto corrente de "l'Uomo
Libero" (IBAN: IT 49A 08016 35322 000000 284385)
con la causale "contributo Terrà e Identità" (le
donazioni effettuate sono deducibili dal
reddito).
La realizzazione di questo progetto, la
raccolta dei fondi necessari ed il controllo del
regolare proseguimento dei lavori e della spesa
sarà, come tutti i precedenti progetti
realizzati, controllato in prima persona dai
volontari de “l’Uomo Libero”, che si rende
garante fin d’ora della trasparenza e della
riuscita del progetto stesso.
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