
Il
Cammino dei Templari
Cammino Portoghese 2008
... in diretta via sms ...

in partenza da
Rovereto
16
novembre 2008
partenza
Partenza mattutina dalla stazione di Rovereto
alla volta di Milano Malpensa.
17
novembre 2008
prima tappa: Lisbona - Alhambra
Km 33 - sole e
temperatura primaverile
"In verità i km sono stati una quarantina,
poiché per uscire dalla capitale trovando i
giusti segnali del Cammino non è stato semplice.
Il primo timbro lo facciamo alla chiesa di San
Antonio, nei cui sotterranei si trovano i resti
della casa natale del Santo. Il centro storico
di Lisbona è sempre molto bello, non così si può
dire della periferia ... ma è un po' lo stesso
in tutte le grandi città. Una volta usciti dal
nastro d'asfalto incontriamo la prima campagna
ma siamo già arrivati. Cerchiamo i pompieri
locali che, da tradizione con le parrocchie, ci
ospitano per la notte, offrendoci una stanza
calda e pulita. Ci prepariamo la cena e ci
organizziamo per il meritato riposo. Notte."
18
novembre 2008
seconda
tappa: Alhandra - Azambuja
km 24 - sole e
temperatura primaverile
"Potremmo definirla una tappa di
trasferimento e anche d'adattamento alle
difficoltà di un Cammino che, per ora, si
protrae su asfalto, con conseguente
affaticamento muscolare. Comunque andiamo
bene visto che procediamo ad una media di
circa 5 km l'ora. All' arrivo veniamo
ospitati sempre dai pompieri, in un soppalco
nella loro caserma. E' sufficientemente
confortevole, ottima la cordialità e la
disponibilità ad accogliere noi
"pellegrini". Notte. "
19
novembre 2008
terza tappa:
Azambuja -Santarem
km 33 - sole
e temperatura primaverile
"Finalmente! Dopo tanto asfalto, quest'oggi
i primi 17 km immersi nella natura,
camminando lungo la riva del fiume Tejo,
passando piccoli e pittoreschi villaggi con
le case decorate con gli azulejos
(le famose piastrelle di ceramica dipinte).
Con passo regolare e mantenendo gli stessi
tempi dei giorni precedenti, arriviamo a
Santarem nel primo pomeriggio (qualche
piccola vescica comincia a farsi sentire).
Questa sera ci incontriamo con Dina (una
ragazza sarda che qui vive e che Alex aveva
conosciuto ai tempi dell'Erasmus). Che
bello! Anche oggi siamo ospiti dei pompieri
che ci hanno sistemato in un salone del
locale centro congressi. Ah, dimenticavamo:
ieri abbiamo incontrato i primi 3
"pellegrini" che come noi hanno intrapreso
il Cammino ... in bicicletta. Notte!"
20
novembre 2008
quarta tappa:
Santarem - Golega
km 33 - sole
e temperatura primaverile
"Abbiamo
volutamente deciso di accorciare il
"tappone" previsto per oggi per due
ragioni: la prima è che due di noi non sono
molto in forma; la seconda è l'idea di
goderci di più Tomar, la gente che lì
conosciamo, il suo meraviglioso castello de
"los Templarios", domani quando arriveremo.
Oggi, siamo partiti alle 7 di buona lena e
... abbiamo perso il Cammino (segnalato
male, senza le consuete frecce gialle),
ritrovandolo dopo aver "tagliato" i campi.
Attraversiamo boschi di eucalipto e
costeggiamo il fiume: il paesaggio allenta
la fatica. Lungo la strada sono numerosi i
riferimenti che riportano all'Ordine dei
Templari e anche diversi i simboli di stampo
massonico (ma di queste cose parleremo a
suo tempo, nella nostra "guida"). Quello che
ci colpisce è l'evidenza di come i Templari
fossero i protettori del Cammino e come la
loro presenza sia segnalata, non dalla
conchiglia (come si potrebbe credere), ma
dalla spada. Arriviamo a Golega dove
visitiamo una chiesa con uno stupendo,
enorme, azulejo rappresentante l'ultima
cena. Dina si è presa l'impegno
di "prenotarci" l'ospitalità dei pompieri
tappa per tappa: quando si dice l'amicizia!
Notte."

Marta nella foresta di eucalipti
21
novembre 2008
quinta
tappa: Golega - Tomar
km 30 - sole
e temperatura quasi estiva
"Ogni giorno si allunga un po' il Cammino a
causa della difficoltà di individuare le
frecce gialle e nella ricerca di un percorso
alternativo all'asfalto. La campagna è molto
bella e varia, con un alternarsi di brevi
salite e discese. Anche oggi troviamo
diversi "segni" dell'antica presenza dei
Templari, in particolare molti volti della
Madonna alla quale i Cavalieri di Cristo
erano votati. Arriviamo a Tomar nel primo
pomeriggio, passando a salutare conoscenti
di Alex al Politecnico dove ha fatto l'Erasmus.
In questa bella cittadina della campagna
portoghese, dove il tempo sembra essersi
fermato agli anni '70, grazie
all'intercessione di Dina e Dalila (un'altra
ragazza italiana che qui ha deciso di
fermarsi), i pompieri si sono veramente
superati, preparandoci anche il letto per la
notte e la biancheria pulita per il bagno:
che lusso! Visitiamo il celeberrimo Convento
de Cristo, già quartier generale dei
Templari che è - semplicemente - una
monumentale espressione di magnificenza, uno
straordinario e misterioso monastero
fortificato, immerso in un bosco sopra la
città e dichiarato Patrimonio dell'Umanità.
Ne riparleremo. Stasera a cena da Fernando,
un amico di tutti! Notte."

Alex in uscita da Tomar
22
novembre 2008
sesta tappa:Tomar - Alvaiazere
km. 32 - sole
e temperatura quasi estiva
"Sarà perché ieri sera abbiamo festeggiato:
una grande tavolata con gli amici a Tomar,
sino a mezzanotte; sarà per i continui
saliscendi di questa giornata, ma la tappa è
stata molto faticosa...e siamo tutti un pò
acciaccati. La varietà del paesaggio però ci
dà conforto: tutto un susseguirsi di boschi,
prati, campi coltivati; immagini bucoliche
che ritemprano il fisico e, soprattutto, lo
spirito. Anche qui i pompieri ci hanno
preparato una stanza luminosa e pulita. Non
c'è acqua calda però. Pazienza, siamo troppo
stanchi per queste sottigliezze. Notte"
23
novembre 2008
settima
tappa: Alvaiazere - Rebacal
km 33 - Sole
e temperatura primaverile
"Mano a mano che ci avviciniamo a nord,
perdiamo qualche grado di temperatura, ma
non possiamo che dirci fortunati perché il
tempo ci sta aiutando ed anche per i
prossimi giorni, fatto salvo qualche
temporale, dovrebbe continuare a far bello.
La tappa di oggi si è svolta interamente
sulla terra battuta e su un paesaggio
ondulato, come quello di ieri. Qualche
piccolo problema tendineo comincia ad
accompagnarci lungo il viaggio, ma ... siamo
o no pellegrini?
Rebacal è un piccolo paesino e qui non ci
sono i pompieri a darci ospitalità. Per
fortuna troviamo un signore che, molto
gentilmente, ci concede di usufruire di un
negozio sfitto per sistemare le nostre cose
e le stanche membra al riparo. Ci prepariamo
una buona minestra, massaggiamo bene piedi e
gambe, curiamo qualche piccola vescica e ci
godiamo il meritato riposo. Notte"
24
novembre 2008
ottava
tappa: Rebacal - Coimbra
km 32 -
Nuvoloso e, a tratti, piovoso. Temperatura
primaverile.
"Eh si, oggi abbiamo marciato con abbondanti
scrosci di pioggia al seguito, ma è stata
una bella tappa lo stesso. Dobbiamo dire,
per onor di cronaca, che i kilometri
percorsi ogni giorno sono più di quelli
dichiarati (almeno 5 - 6 per dì), questo per
dover sempre ricercare il posto dove andare
a dormire e, a volte, per l'incompletezza
della segnaletica del Cammino. Così siamo
arrivati a Coimbra, dopo una giornata
trascorsa in un paesaggio di tipo
mediterraneo: oltre ai soliti eucalipti,
anche pini marittimi, boschetti di conifere,
e cespugli di mirto e corbezzolo. Prima di
arrivare a destinazione siamo passati per
Conimbriga, l'antica città romana. Questo
sito straordinario conserva i resti romani
più belli del Portogallo, e tra i migliori
di tutta la penisola iberica. I mosaici e le
rovine, come l'acquedotto, sono ben
conservati. Peccato per qualche abuso
edilizio di troppo ... Verso sera arriviamo
a Coimbra e dobbiamo attraversare tutta la
città per trovare il comodo rifugio, anche
qui offertoci dai pompieri. Siamo troppo
stanchi per visitare la città, che lo
meriterebbe davvero. Ha qui sede la più
antica università del Portogallo ed una
delle più antiche d'Europa (1290). Si
respira in città una grande energia
culturale ed un grande fascino, anche per il
fatto che il centro storico è sempre pieno
di vita, sino a notte fonda. Sarà per la
prossima volta ... Notte"
25
novembre 2008
25/11 9°
tappa: Coimbra - Anadia
Km 37 -
soleggiato con temperatura primaverile.
"Molti km sull'asfalto oggi, come sempre
succede quando si esce dalle città.
Nel Cammino verso Anadia ne abbiamo percorsi
solo 7 su terra battuta, ma attraversando un
bosco d'eucalipti la mattina presto, quando
l'umidità è alta e il bosco profuma come non
mai ... Uscendo da Coimbra passiamo (guarda
il caso) davanti alla chiesa di San Giacomo,
sulla cui sommità trionfa una croce templare
... Per il resto il paesaggio resta quello
bello delle ultime tappe: collinare ed
immerso nella macchia mediterranea.
Attraversiamo numerosi villaggi, composti da
case bianche con il tetto colorato e
decorate con gli azulejos; numerose sono
anche le abitazioni che presentano al loro
esterno un loggiato. Nel complesso la vista
è gradevole e la sensazione è quella di un
diffuso benessere, che si accompagna a ritmi
di vita molto più "umani" dei nostri e,
oltretutto, ad un costo che è meno della
metà del nostro (un caffè, 50 c. di €: per
fortuna che l'Europa è unita!). Ovunque
incontriamo chiese con campanili nella
classica architettura a "vela", che
all'esterno lasciano penzolare le corde
delle campane: ti vien proprio voglia di
suonarle! All'arrivo ad Anadia, i nostri
bombeiros (pompieri) locali non hanno posto
da ospitarci e così, molto cordialmente, ci
accompagnano dalle suore della Misericordia
(mai nome fu più appropriato) che provvedono
alla bisogna, sistemandoci in una stanza già
predisposta per il passaggio dei pellegrini.
Eh sì, dovete sapere che di qua passa
un'altra rotta di pellegrinaggio: quella che
porta a Fatima. E' una rotta "moderna",
aperta il secolo scorso, e non millenaria
come la nostra, ma di tutto rispetto, molto
frequentata e con un phatos molto speciale.
Ci prepariamo una cena frugale prima del
sospirato riposo: Notte."
26
novembre 2008
X
tappa: Anadia - Albergaria A Nova
Km 40 -
soleggiato con temperature in netto
ribasso.
"Questa mattina alla partenza il
termometro segnava appena sotto lo zero,
con la bruma a coprire di un velo il
terreno: una novità (e non delle
migliori) per noi, ma dobbiamo
ricordarci che anche qui siamo alla fine
di novembre. Durante il Cammino, quando
il sole si staglia bello netto, è però
decisamente piacevole procedere in
marcia ... se non fosse che la tappa
odierna l'abbiamo percorsa quasi tutta
sull'asfalto: una "festa" per i nostri
piedi! Strada facendo abbiamo trovato
compagnia: una "pellegrina"
tedesco-italiana (d'origini calabresi),
come noi diretta a Santiago. Con lei
siamo arrivati in questo paesino, meta
di tappa, ed anche qui, dopo aver fatto
una bella doccia calda dai
pompieri, troviamo ospitalità presso la
locale parrocchia. Un sacerdote,
dall'aspetto giovanile ed in possesso di
una buona conoscenza dell'italiano, ci
sistema in un locale riscaldato,
normalmente adibito alla catechesi. Cena
a base di "riso e bisi" e ... Notte.
P.s.: il nostro cronista, persona
notoriamente distratta, ha annotato che
ieri abbiamo consumato una "cena
frugale", prima di dormire. Solitamente
è cosi, ma ieri ... ci siamo sbaffati un
intero maialino da latte, presso una
taverna del posto!
Il fatto è che avevamo osservato, per
strada, numerose famiglie del posto
intente a cucinare questi maialini.
Pensavamo a qualche ricorrenza, invece è
una piacevole usanza. Potevamo
rinunciarvi? Ri-notte ..."
27
novembre 2008
XI
tappa: Albergaria A Nova - Sao Joao
Da Madeira
km 35
- soleggiato con temperature
autunnali.
"Tappa di trasferimento questa
odierna. Si và verso una grande
città (la seconda del Portogallo) e
quindi si cammina quasi sempre
sull'asfalto. A volte, percorrendo
tratti di strada che costeggiano la
ferrovia, preferiamo camminare sui
binari per cambiare il passo. Passo
che resta buono comunque, al punto
che la "pellegrina"
tedesco-calabrese ha preferito
salutarci, avendo meno velleità e
più tempo a disposizione. E' stato
un incontro fugace ma, in ogni caso,
importante e significativo. Il
paesaggio è sempre gradevole, con i
suoi sali-scendi in collina che
portano alla vista una miriade di
piccoli paesi, sparsi a macchia di
leopardo. All'arrivo i soliti
pompieri ci accolgono e ci
trasferiscono in un'altra loro
caserma per offrirci una stanza
comoda e riscaldata. Domani, alla
partenza, verranno a prelevarci per
lasciarci, nuovamente, al punto di
partenza: quello della freccia
gialla che conduce a Santiago. A
proposito di giallo: stasera risotto
allo zafferano. Notte"
28
novembre 2008
XII
tappa: Sao Joao da Madeira - Oporto
km 45 - tempo
incerto e perturbato con temperature in
ulteriore calo di un paio di gradi.
Frequenti schiarite, alternate da
altrettanto frequenti acquazzoni.
"Tappa dura quella odierna, probabilmente la
più lunga del Cammino, per il cambio
climatico e per il solito asfalto.
D'altronde, come abbiamo già detto,
attraversando territori in prossimità di
importanti città, non possiamo fare
diversamente. Quello che conta è la bellezza
struggente del paesaggio, punteggiato da
villaggi e costruzioni bianche immerse in
colline coperte da vigne e accompagnati dal
lento suono del fiume che scorre. In ogni
villaggio che attraversiamo, abbiamo la
sensazione che le campane suonino per noi
"pellegrini": non è così ... forse ... ma ci
piace pensarlo. Siamo sulla riva del fiume
Douro, il più famoso del Portogallo che
nasce in Spagna e sfocia qui nell'oceano
atlantico; siamo in una delle regioni
vitivinicole più famose d'Europa e del
mondo; siamo arrivati ad Oporto, la seconda
città del Paese che ad essa e alla sua
importanza storica deve la prima parte del
suo nome. Dopo aver percorso per un breve
tratto un'antica strada romana, sulla quale
si intravedono ancora i solchi del passaggio
dei carri che andavano verso nord, verso il
confine e poi, nel medioevo, sicuramente
verso Santiago ... dalla cima di una collina
si apre lo spettacolo di Porto e dell'oceano
con, ai nostri piedi, lo storico quartiere
della Ribeira, arroccato lungo gli argini
del fiume, di una bellezza "forte" e
genuina, un intrigo di ripide stradine e
vicoletti con le case color pastello: vero
fulcro della vita culturale e notturna della
città. Non a caso, Oporto è stata Capitale
Europea della Cultura nel 2001 e la Ribeira
è dichiarata Patrimonio dell'Umanità
dall'Unesco. Persi in questi scenari
immaginifici, decidiamo di trovare per la
notte un ostello della gioventù. I pompieri
sarebbero comunque dall'altra parte della
città; trovarli ci costerebbe una gran
perdita di tempo e la stanchezza è troppa.
Sistemati i nostri zaini, decidiamo di
uscire subito con i sandali ai piedi,
nonostante la pioggia, per trovare un
posticino dove mangiare qualcosa e poter
provvedere poi, con calma, alla cura dei
nostri piedi martoriati. Notte"
29
novembre 2008
XIII
tappa: Oporto - Sao Pedro De Rates
km
43. Freddo, acqua e grandine lungo
tutto il Cammino.
"Che tappa! Pare che tutto il maltempo che
abbiamo evitato nei primi 10 giorni di Cammino,
debba riversarsi su di noi tutto di un botto.
Crediamo sarà così anche per i prossimi giorni
... Tant'è, si continua ad avanzare ed il
buonumore non manca. Il paesaggio è cambiato:
grandi prati verdi si inseguono uno dietro
l'altro, considerato il tempaccio parrebbe
d'essere in Irlanda. Invece siamo arrivati nel
Minho, la regione confinante con la Galizia
spagnola, dove le tradizioni (anche religiose)
sono più radicate che in tutto il resto del
paese, anche perché qui la vita per molti è
ancora dura e tanti contadini ancora impiegano i
buoi per spingere i carri ed arare i prati. In
quest'oasi di bucolica tranquillità, duemila
anni fa, i Celtiberi combatterono contro i
Romani invasori, e questa è anche la terra da
cui è partita la Reconquista contro i mori, la
terra in cui venne per la prima volta proclamato
il regno del Portogallo. A Sao Pedro De Rates,
per la prima volta troviamo un "rifugio dei
pellegrini", non sono i bombeiros ad ospitarci,
ma una gentile signora titolare di un piccolo
negozio ci consegna le chiavi di una casa
d'accoglienza. Qui troviamo pulizia, una cucina
attrezzata e spazio da dormire per una decina
di persone. Ci accendiamo il riscaldamento, ci
riserviamo il tempo per la cura del corpo e
prepariamo la cena. Questa sera, in onore delle
genuine tradizioni di questa terra, si mangia
polenta e fagioli. Notte"
30
novembre 2008
XIV
tappa: Sao Pedro De Rates - Ponte De
Lima
km 60
"Può succedere ... le carte di cui disponiamo
non sono del tutto corrette, e così ci siamo
trovati ad affrontare un Cammino molto più lungo
di quanto fosse lecito aspettarsi: il "tappone".
E' ormai notte quando arriviamo a destinazione,
con l'uso dei frontalini, dopo una giornata di
pioggia continua: semplicemente esausti.
Nonostante tutto è stata anche questa una tappa
piacevole ed interessante. Abbiamo attraversato
verdi vallate e ridenti paesi a poca distanza
dall'oceano, del quale sentiamo il respiro. Uno
di questi, Barcelos, è famoso, oltre che per il
suo mercato contadino, per la curiosa leggenda
di un umile pellegrino galiziano che percorreva
a piedi il Cammino per Santiago de Compostela
nel 1300. L'esausto viandante si fermò a
riposare a Barcelos, dove venne accusato
ingiustamente di furto e condannato di lì a
breve all'impiccagione. Davanti al giudice, il
pellegrino indignato dichiarò che il galletto
arrosto che si trovava sulla sua tavola per cena
si sarebbe alzato sulle zampe e avrebbe cantato
per proclamare la sua innocenza. A cena, mentre
il giudice stava per gustarselo, il galletto si
levò e cantò. Il giudice impressionato concesse
l'assoluzione al pellegrino ... Storie curiose e
suggestive che sembrano trovare conferma quando,
anche qui, al nostro passaggio in molti paesi
suonano le campane ... e in uno di questi
un'anziana signora ci ferma e ci offre un'enorme
pane casereccio con l'augurio di buon viaggio
... Anche attraverso certi incontri ed emozioni
troviamo la forza di andare avanti, col sorriso
sulle labbra ed a cuor sereno. E proprio con
questo spirito arriviamo a Ponte De Lima per
trovare, sulla via d'ingresso, un ostello che
pratica sconti ai pellegrini (con 10€ ci
sistemiamo bene). E' tardi, se troveremo un
posto comodo per mangiare qualcosa, bene,
diversamente ... Notte"
1° DICEMBRE 2008
XV
tappa: PonteDe Lima - Valenca do
MInho
km
40. Freddo, tempo incerto con
qualche scroscio di pioggia.
Che bella cosa! Oggi abbiamo fatto tutto il
Cammino lungo un'antica stada romana della
quale, a tratti, si individua ancora il
lastricato; abbiamo guadato innumerevoli
ruscelli ingrossati dalle abbondanti piogge
dei giorni scorsi; abbiamo attraversato i
torrenti più grossi lungo tre ponti, romani
anch'essi. Il tutto immersi in una natura
diversa rispetto a quella dei giorni
precedenti: il percorso è di montagna, con
boschi di conifere e allevamenti di vacche e
pecore a far da contorno. Lungo la strada
l'allegro rintocco delle campane dei
villaggi a farci compagnia e l'incontro con
un pellegrino francese partito da Santiago e
diretto a sud, verso Fatima. All'arrivo
troviamo un "rifugio del pellegrino" nuovo
di zecca, attrezzatissimo, pulito e
completamente gratuito. Oltre a noi in
"casa" c'è un anziano signore spagnolo,
partito alla fine di settembre dal sud della
Spagna, passato da Santiago e diretto anche
lui a Fatima: un personaggio da giro del
mondo a piedi. A Valenca do Minho finisce il
Portogallo, al di là del ponte c'è Tui in
Galizia, Spagna: il fiume a far da confine.
La parte antica di Valenca è una cittadella
fortificata che fu eretta a baluardo di
difesa contro le invasioni spagnole, e
sostenne a lungo efficacemente questo ruolo.
Oggi gli spagnoli invadono Valenca per i
prezzi più a buon mercato in Portogallo...ma
alla sera, quando i turisti del "mordi e
fuggi" sono ripartiti per i loro luoghi
d'origine, lungo le strette vie acciotolate
di questa città di frontiera pare ancora di
percepire la tensione di un tempo, e uno
strano silenzio pare salire dal fiume e
avvolgere la cittadella eretta per
contrastare l'antico nemico al di là del
fiume: la fortezza di Tui. Saranno
suggestioni, strane sensazioni, che a volte
ti portano con la fantasia a viaggiare nel
tempo, ma qui ti sembra spesso di fare un
tuffo all'indietro nei secoli e, in ogni
caso, conciliano bene il sonno. Notte.
2 DICEMBRE 2008
XVI
tappa: Valenca do Minho - Redondela
km
32. Freddo, tempo incerto, banchi di
nebbia.
Sei in Portogallo, attraversi il ponte sul
fiume e ti ritrovi in Spagna. E' così
semplice, ma passare da un Paese ad un altro
fa sempre uno strano effetto. Tui, prima
località spagnola, è veramente una cittadina
carina che ci colpisce, soprattutto, per lo
splendido profilo della cattedrale di Santa
Maria di Tui in stile romanico e gotico che
conserva un organo monumentale e
meraviglioso. Uscendo dalla città ricca di
storia e fascino, passiamo a fianco
dell'antico convento delle Clarisse,
comunemente detto ancor oggi delle "encerradas".
La giornata non è certo delle migliori e, a
tratti, consistenti banchi di nebbia ci
accompagnano. Anche oggi incontriamo un
pellegrino diretto a Fatima: costui è un
portoghese, personaggio originale come tutti
quelli incontrati, che ha alle sue spalle
tutti i Cammini possibili ed
immaginabili. E' un piacere scambiare due
parole con persone di questo tipo: hanno
sempre qualcosa di importante da dire e,
ancor più, qualcosa di vero da dare. Passato
Porrino, alla fine di una salita, troviamo
un "crucero" imponente e molto bello: è del
XVIII secolo e deve avere un gran valore. La
strada continua su un paesaggio ondulato e
costellato da campi coltivati: spesso
troviamo i cippi contrassegnati dalla
conchiglia gialla che indicano il Cammino.
Arriviamo così a Redondela, lungo la via
romana, e troviamo facilmente il rifugio del
pellegrino: è un'antica casa, ben
ristrutturata ed ospitale, che ha fama
d'essere una delle migliori del Cammino.
Anche qui siamo gli unici ospiti, ma sul
libro dei visitatori osserviamo che tre
spagnoli sono passati un giorno prima di
noi. Abbiamo un pò di bucato da fare, come
sana abitudine, prima di consumare la cena
avanzata dalla sera precedente. Non si butta
via niente. E' una della cose fondamentali
che s'imparano facendo un certo tipo
d'esperienza, e che la società moderna ti
porta a dimenticare. Comunque, concetti
filosofici a parte, anche stasera ci siamo
guadagnati il riposo. Notte.
3 DICEMBRE 2008
XVII
tappa: Redondela - Briallos
km
32. Freddo, tanta acqua, troppa.
Il tempo è proprio girato al brutto. Sin
dalla partenza non ha fatto altro che
piovere, con accenni di tempesta proveniente
dall'oceano; se a questo aggiungiamo il
forte vento che s'infila nei "fiordi" che
affiancano parte del Cammino e l'acqua che
ha reso l'antica strada romana che
percorriamo alla stregua di un torrente,
abbiamo il quadro preciso della giornata. Il
paesaggio è un alternarsi di boschi e campi
coltivati in un contesto collinare. A metà
strada arriviamo a Pontevedra, uno dei
centri storici più belli e meglio conservati
della Galizia. All'uscita della città
vediamo il santuario della Virgen de la
Peregrina, uno dei luoghi di culto più
considerati dai devoti pellegrini. Ci
fermiamo in una taverna per mangiare delle
tortillas: le nostre gustosissime frittelle
di patate, tanto care alla tradizione
trentina. Continuiamo il percorso
costeggiando la ferrovia, per poi
immergerci in boschi profondi usciti dai
quali l'itinerario (sempre ottimamente
segnalato) diventa agevole sino all'ingresso
di Briallos. Qui il rifugio del pellegrino è
una costruzione bassa piuttosto recente e
molto accogliente (sempre per noi soli...).
Ci cambiamo da capo a piedi per una bella
doccia calda; mettiamo gli scarponi fradici
sui termosifoni ad asciugare (speriamo!);
ceniamo con gli avanzi delle tortillas del
mattino e...Notte.
4 DICEMBRE 2008
XVIII
tappa: Briallos - Teo
km
35,5. Freddo e tempo incerto.
Siamo partiti sotto una leggera pioggia
questa mattina, per poi continuare con un
cielo tutto nuvoloso e denso di minacce, ma
senza altri acquazzoni. Per fortuna durante
la notte gli scarponi si sono bene
asciugati, perchè avere i piedi bene al
caldo è un gran bel conforto. L'antica
strada romana, quella che abbiamo cominciato
prima di Porto, è quest'oggi bella pulita
tanto da evidenziare i piccoli cippi che la
contrassegnano con la dicitura : "romana XIX".
Lungo il Cammino, sempre collinare, si entra
nella valle del fiume Bermana, circondato da
boschi centenari, ed è tutto un entrare ed
uscire da fitte e profonde boscaglie sino ad
un ponte, anch'esso d'origini romane, che
segnala l'ingresso nella provincia di La
Coruna. Pochi chilometri e siamo a Padron,
la cui chiesa dedicata a Santiago
conserva nel presbiterio il leggendario "Pedròn"
(pietra d'origine romana) che viene
interpretata come un altare romano dedicato
a Nettuno e nel quale, secondo la
tradizione, s'ormeggio la Barca de Piedra
che guidata da una stella trasportò dalla
Palestina il corpo dell'apostolo Giacomo. E'
questo uno dei luoghi di maggior culto
xacobeo.Si continua attraversando numerosi
villaggi dal sapore tradizionale e dopo un
ulteriore tratto di boschi (nei quali
troviamo una splendida "mazza di tamburo"),
arriviamo a Teo meta della nostra tappa. Qui
il rifugio è un moderno "cubo" con una
tettoia, nel complesso originale e carino:
ne prendiamo possesso, ci sistemiamo per
bene ed organizziamo una buona cena a base
di riso e funghi (la nostra "mazza"). Solo
13 km ci separano da Santiago de
Compostela...un sogno. Notte.
5 DICEMBRE 2008
XIX
tappa: Teo * SANTIAGO DE COMPOSTELA*
Negreira
km
36. Tempo incerto, ma non piove.
Sarà l'euforia di aver raggiunto l'obiettivo
fissato; sarà la gioia interiore di arrivare
lì, dove ogni pellegrino desidera, ma questa
mattina presto -ancora col buio- le gambe
volavano...Tra campi e boschi, siamo entrati
in Santiago trovandoci sul retro
dell'imponente Cattedrale; un mezzo giro
attorno alla stessa e siamo nella grande
piazza, davanti alla facciata barocca della
chiesa nel momento in cui le campane
cominciano a suonare a distesa ed un dolce
suono di cornamusa leva al cielo note
dall'antico sapore celtico. Entriamo
commossi, compiamo un giro rispettoso, quasi
in punta di piedi, rendiamo omaggio alla
tomba del Santo e una forte emozione ci
prende sin alla bocca dello stomaco. La
messa di mezzogiorno è, da sempre, dedicata
ai pellegrini che a Santiago sono arrivati
in quel giorno: il sacerdote dall'altare
pronuncia i loro nomi.E' difficile tradurre
in parole sentimenti, sensazioni, stati
d'animo del tutto particolari. Crediamo di
dover, in questo momento, far tesoro di
tutto ciò, capirlo meglio dentro di noi e
poi cercare di raccontarlo, spiegarlo a Voi
che con tanto interesse ci seguite. Ci
dirigiamo verso un apposito ufficio a lato
dell'altare e lì ci rilasciano, dopo aver
controllato le nostre "credenziali", un
attestato personalizzato dove si dichiara
-in latino- che abbiamo concluso il nostro
Cammino. Che soddisfazione: straguadagnato!
Ma, in verità, il Cammino continua...sempre
e comunque...e noi ci siamo posti
l'obiettivo di raggiungere nelle prossime
tappe Finisterre e Muxia e perciò, di buona
lena, riprendiamo la strada. Saliamo e
scendiamo da colli, attraversiamo torrenti
su ponti d'origine romanica o tardo
medioevale, percorriamo villaggi costruiti
in pietra gallega (una sorta di granito
nostrano), il tutto in uno scenario così
bello da non sembrare vero. Ci fermiamo a
mangiare polpo e calamari (eh, mica siam
votati al digiuno), e continuiamo per
Negreira, una cittadina di stampo
medioevale. Qui il "rifugio" assomiglia ad
uno chalet svizzero: carino. All'interno
troviamo già degli ospiti: una coppia di
pellegrine americane giunte dal Colorado e
una coppia di spagnoli. Ci organizziamo il
nostro posto, sistemiamo in ordine le nostre
cose e ci godiamo un soave e meritato
riposo. Notte.
6 DICEMBRE 2008
XX
tappa: Negreira - Oliveroa
km
35. Sotto un diluvio.
Probabilmente è colpa del pesce mangiato
ieri per strada; forse anche l'aver ripreso
subito il percorso di tappa con il tempo non
certo favorevole, ma non siamo stati bene
con tutti gli annessi e connessi del caso...
Ci può stare in un'avventura di questo tipo
dove, a parte qualche acciacco fisico, era
andato tutto diritto; ci può stare anche
perché dopo l'arrivo a Santiago, è
subentrato -probabilmente- un certo calo di
tensione, la consapevolezza dell'aver
portato a termine l'impegno contratto e...si
sà, il rilassamento può giocare brutti
scherzi. Così oggi è stata una giornata
molto difficile...e pazienza. Alla mattina
un piccolo ponte sul fiume ci ha portati
all'uscita da Negreira. Procediamo per
sentieri, attraversando boscaglie e piccoli
villaggi; il paesaggio resta collinare e
costellato dai caratteristici "horreos",
piccole costruzioni in legno e pietra che
fungono da granai e restano sollevate da
terra, su grossi massi o muretti, per
preservare il contenuto dall'umidità e dai
roditori. Attraversato il fiume Xallas e le
sue rive, giungiamo al villaggio di Oliveroa
dove troviamo, con il comodo rifugio, il
necessario riposo. Notte.
7 DICEMBRE 2008
XXI
tappa: Oliveroa - Finisterre
km
33. Cielo sereno e temperatura
primaverile (circa 20° al sole).
Che bella giornata. Passati tutti i malanni,
abbiamo compiuto il Cammino odierno di buona
lena e in allegria. In un paesaggio sereno e
piacevole quanto il clima, arriviamo in un
villaggio chiamato Hospital (poichè qui vi
era un antico eremo-ospedale per i
pellegrini) dal quale il Cammino si biforca:
da una parte verso Muxia (che noi
raggiungeremo domani per la festa
dell'Immacolata), e dall' altra verso
Finisterre ed al capo omonimo, ritenuto
dagli antichi pellegrini il punto più ad
occidente del mondo conosciuto. Già dalla
cima del colle chiamato del Crucero de la Armada
possiamo ammirare il mitico
promontorio della fine del mondo: cabo
Fisterra (nome gallego della località).
Un'altra emozione forte, alle tante già
vissute, e così procediamo, attraverso una
serie di panorami bellissimi, sino alle dune
della spiaggia di Lagosteira. Da qui
arriviamo a Fisterra, tipica località
marinara, dalla quale per un breve sentiero
si giunge sino al faro dal cui ottimo punto
panoramico si gode una vista sulle scogliere
e sull'oceano: semplicemente impagabile.
Proviamo ad immaginare le emozioni che
colpivano i pellegrini che nel medioevo, una
volta compiuto il Cammino di Santiago, sin
qui volevano arrivare per vedere, forse
unica volta nella loro vita, la grandezza
dell'oceano. Siamo anche noi colpiti dalla
forza con cui le onde si infrangono a terra,
non è un caso se questo posto è chiamato
Costa de la Muerte: l'incontro tra l'oceano
atlantico ed il mar cantabrico genera
correnti d'incredibile vigore! Qui capiamo
meglio anche il significato della conchiglia
come simbolo del Cammino: gli antichi ne
prendevano una e la portavano con sè, per
far vedere la meraviglia del posto sin dove
erano arrivati, e così è rimasta la
tradizione. Nei pressi dell'antico faro, ben
ristrutturato, ci godiamo un tramonto
infuocato e in questo luogo mitico, sin
dall'epoca romana, e tributario di leggende
e riti pagani, celebriamo il rito
purificatorio, propiziatorio ed iniziatico
che, dalla notte dei tempi, accomuna i
pellegrini sin qui giunti: quello
di bruciare almeno uno degli indumenti che
si erano indossati durante il viaggio.
Questo rito simboleggia la perdita della
vecchia pelle del "peccatore", con la
promessa di cambiare e rinascere a"nueva
vida". Noi ci limitiamo ad un paio di
calzini e di slip, la partecipazione è in
ogni caso assoluta e fortificata da un cielo
stellato come pochi mai visti. E già...la
Via Lattea, quella che indica il
Cammino...sino all'avamposto dei mondi
sconosciuti (finis terrarum - confine delle
terre)...Vi sono luoghi dove il tempo sembra
fermarsi...e forse è proprio così. Il
rifugio (che qui tutti chiamano albergue) di
Finisterre è una costruzione moderna di
vetro e cemento, comunque sempre ospitale.
Vi prendiamo possesso e ci organizziamo come
sempre al meglio. Notte.
8 DICEMBRE 2008
XXII
tappa: Finisterre - Muxia
km 31. Cielo sereno e
temperatura primaverile.
E così siamo arrivati al km 0 e, poiché non
siamo ancora contenti ed avanza un po' di
birra nelle gambe, decidiamo di concludere
in bellezza arrivando ad un altro km 0:
quello di Muxia, seconda meta conclusiva del
Cammino giacobeo. Ieri sera, abbiamo cenato
in compagnia di altri pellegrini trovati
all'albergue, sono di diverse nazionalità:
spagnoli, americani, francesi e tedeschi;
con loro abbiamo riso e scherzato e ci siamo
raccontati le nostre esperienze reciproche,
sulle quali ritorneremo con calma. La
mattina poi, presentate le nostre
credenziali e ritirato il nuovo attestato
previsto dal Cammino, partiamo in direzione
di San Marino de Duio, l'antica località di
Dugium. E' qui che secondo la leggenda
viveva il legato di Roma al quale si
rivolsero i discepoli dell'Apostolo, per
chiedere di poter seppellire i resti di
Santiago in terra di Galizia. Proseguiamo
verso l'interno per villaggi (contrassegnati
da numerose croci celtiche a testimoniare le
origini di queste genti) e campi coltivati,
per poi tornare verso la costa passando per
prati e boschi di conifere. Ovunque ci
accompagna il soffio del vento ed il canto
dell'oceano. Non sentiamo proprio più la
stanchezza e la marcia si fa leggera ed
esaltante. Scaliamo un ennesimo colle per
godere dalla cima il bellissimo panorama sul
litorale sottostante e ci buttiamo in
discesa verso la costa e la spiaggia,
entrando nel villaggio di pescatori di Muxia
e proseguendo verso il vicino santuario di
Nuestra Senora de la Barca. E' proprio qui
che la tradizione vuole sia approdata la
barca di pietra miracolosamente arrivata
dalla lontana Palestina...Ci godiamo il
tramonto del sole che stasera simboleggia la
fine del nostro viaggio, e capiamo che come
il sole tramonta e poi risorge, anche il
Cammino di un vero pellegrino termina per
ricominciare subito: ovvero non finisce mai,
perché la vita è la Ricerca perenne di
quello che è giusto, del meglio che si
trova in ognuno di noi, dell'equilibrio con
sé stessi, con gli altri e con tutto quello
che ci circonda. Troviamo sistemazione nel
rifugio del posto, anch'esso accogliente e
decoroso, e cerchiamo di organizzare la
cena. Domani pomeriggio ripartiremo per
Santiago. Qui avremo bisogno di comperare
qualcosa da vestire: dopo tre settimane, i
nostri indumenti di viaggio sono in
condizioni pietose. Sbrigate le ultime
incombenze saliremo sul pullman per Porto,
da dove giovedì mattina voleremo di ritorno
in Italia. A casa, tra le tante cose da
fare, cercheremo di mettere ordine alle
nostre idee ed ai nostri sentimenti, per
scrivere con la testa e con il cuore quanto
questo viaggio ci ha dato. A voi tutti che
ci avete seguito e sostenuto in questa
avventura, il nostro grazie sincero per
questo. Speriamo di avervi tenuto compagnia,
così come noi vi abbiamo sentiti vicino
lungo il nostro Cammino. Notte.
... grazie a tutti di averci seguito ... |