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Rassegna Stampa K
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Eretici
L’impegno di Guareschi
di
Andrea Lombardinilo
Alla scoperta dell’impegno civile di Guareschi.
È in uscita il volume di Marco Ferrazzoli Non
solo Don Camillo, L’intellettuale civile
Giovannino Guareschi (vai
allo shop),
che sarà presentato l’11 ottobre a Torbole e il
23 a Roma a Palazzo Marino nel corso di un
dibattito cui parteciperanno Umberto Croppi,
Marcello Veneziani, Pier Luigi Battista e
Maurizio Gasparri. Già autore di Guareschi,
l’eretico della risata, Ferrazzoli identifica lo
scrittore emiliano “come una tra le più
rilevanti e significative figure del nostro
Novecento” anche sul piano dell’impegno
politico. L’azione propagandistica svolta per le
elezioni del ’48, ad esempio, è determinante.
L’obiettivo è respingere il Fronte Popolare
social-comunista, contrapposto alla Democrazia
Cristiana. I manifesti guareschiani hanno un
impatto enorme: sia lo scheletro di un soldato
morto in Russia che avverte: “Mamma votagli
contro anche per me”, sia il monito rivolto
all’elettore: “Nell’urna Dio ti vede, Stalin
no”.
Un’efficacia elogiata dal presidente Truman, da
Eisenhower, dall’ambasciatore americano Clare
Luce. E i giornali stranieri gli dedicano sempre
più spazio. Tra gli italiani Indro Montanelli:
“La storia d’Italia del Novecento sarebbe stata
diversa senza il suo impegno”. Ma il cinema, che
conferisce grande popolarità ai libri di Don
Camillo, diffonde un’immagine edulcorata: “Mi
fanno apparire come un becero pacifista”, si
lamenta Guareschi. “Molti pensano che sia stato
un anticipatore del compromesso storico – spiega
Ferrazzoli -. È una deformazione indotta dalla
trasposizione cinematografica, mentre nei
racconti di Mondo piccolo sono descritti anche i
fatti di sangue relativi al prolungamento della
guerra civile in Emilia. Senza dimenticare
l’impegno da leader morale della resistenza
bianca, ingaggiata da 600.000 soldati e
ufficiali , internati nei lager tedeschi per non
aver aderito alla Repubblica di Salò”. Pagine
dimenticate della nostra storia recente, vissute
e raccontate da un protagonista d’eccezione.
“Che però – aggiunge Ferrazzoli – non ebbe un
riconoscimento adeguato, anzi: una vignetta e un
articolo pubblicati sul suo settimanale, il
Candido, furono ritenuti diffamatori di Einaudi
e de Gasperi e Guareschi scontò 13 mesi di
carcere. Senza altra solidarietà che quella
della gente comune”.
da: Il Messaggero 29 settembre 2008 |