|
K
Documenti & Materiali K
OMAGGIO AD EZRA POUND - contro l’usura
Sala Conferenze della Facoltà di Economia –
Trento
21
marzo 1996 -
Ore 15:00
Intervento di Mary de Rachewiltz
Pound esprimeva la sua solidarietà con un motto
sulla carta da lettere: “Libertà non è un
diritto ma un dovere”. Mussolini. Il pessimista
Sartre col suo esistenzialismo diceva noi siamo
condannati a essere liberi. Ebbene io mi sono
sempre sentita libera salvo certe restrizioni
finanziarie. E’ con piacere che ho accettato
l’invito dell’associazione L’uomo libero per la
presentazione del libro di Giano Accame “Ezra
Pound economista contro l’usura” ed è per me un
onore sedere allo stesso tavolo di un autore che
ha scritto un libro necessario nella fiumana
della carta stampata è raro trovare qualcosa che
serva a rischiarare e informare Il libro di
Accame è importantissimo perché a differenza
degli stessi scritti di Pound è più ragionato.
Elenca fatti e fonti senza surriscaldarsi. Pound
a volte si lasciava prendere da una furia
profetica per cui come diceva T. Eliot era come
un uomo che in mezzo alla folla gridava Fuoco
creando disordini. Oppure prendeva per scontato
che chi l’ascoltava avesse letto gli stessi
libri e capisse ogni allusione ma in vecchiaia
Pound deplorava gli eccessi verbali le invettive
inconsulte, pur non rinnegando mai le propri
idee To compese wrong without using rightness.
Ammettere l’errore e tenere al giusto.
È
su questo tono che termina l’ultimo dei canti
completi ed è in questo spirito dopo aver
passato metà della vita a cercare la definizione
esatta della parola usura che a pochi mesi della
morte nel ‘72 scrisse in fatto di usura ho
sbagliato ho confuso l’effetto e la causa.
L’effetto dei nostri mali è l’avarizia. Un poeta
che è tutt’uno con la usa opera e Pound lo è
deve essere valutato globalmente. Non si può
accettare la sua poesia senza accettare le sue
idee. Seguendolo attentamente già negli scritti
degli anni 30 e 40 colpisce la duttilità dei
suoi ragionamenti. Quel suo lasciar aperte tutte
le strade degli scambi delle idee cosi si legge
può essere che questo che io dico sembri ai
dotti professori e specialisti di una semplicità
infantile. I dilettanti di buona volontà si
prestano ad ogni attacco ma tra noi riformatori
sbagli d buona fede sono pure frequenti l’errore
deve servire a un rischiaramento un idea nuova o
magari una scienza nasce dal caos dobbiamo
combattere in nostri personali limiti di
intelligenza. Comprensione viene sabotata dai
veri oppositori. A proposito della sua poesia
non letta con la scusa che è troppo difficili
diceva l’estetica borghese vuole che la poesia
si riduca a giochi di parole. E sempre
nell’economia ontologico dice non dico che il
sistema di Gesell sia indispensabile ma dico che
l’uomo che non ne comprende il perché non sarà
mai un vero economista. Di S. Gesell gli
interessava l’azione etica cito l’etica non
sorge che dal chiaro vedere le differenze tra
atto e atto tra motivo e motivo. Il vero
filosofo non cade mai nelle astrazioni. Non va
preso alla leggere un poeta che ha deciso di
spazzare via tutti i sillogismi che fino al
rinascimento potevano essere un processo
naturale verso il raggiungimento della verità.
Ma che quando la scienza fisica è passato oltre
il confine della trasparenza non può più dare
felicità all’uomo divorato dall’avarizia dalla
paura della povertà materiale e non già dalla
povertà dell’intelletto. E man mano che la
naturale fertilità della terra e la volontà di
tutto il popolo viene spiazzata dall’oro e dalla
moneta fittizia è compito dei poeti donativi
cercare soluzioni che oltre alla superiorità
letteraria sfocino in una superiorità morale Il
merito di ogni grande opera sarà quello di
spingere altri alla ricerca, allo studio sicché
eventuali errori saranno fruttuosi quanto le
verità palesi stimolando il pensiero del nuovo
lettore. Prova concreta di questo è il libro di
Accame seguo da anni il suo lavoro e la mia
stima data da quando lessi il suo commovente
tributo a Carlo Delcroix ricordato da Pound a
più riprese sia nei Canti Pisani che nelle
sezioni Rock Drilles e Thrones. Da quando ciò
aveva avuto modo di conoscerlo e parlare con lui
di questioni economiche. Bastano tre o quattro
parole per immortalare il loro rapporto. La
felicità di Pound per aver trovato
l’interlocutore che afferrò il concetto della
moneta prescrittibile esclamando “che magnifica
idea”. Nel canto 101 in compagnia di Rossoni,
ministro dell’agricoltura, di Giulia Del
Pelopardi inventore dell’archeologia agraria e
di Elzia Gouffie un ignoto pastore che ha
rimboscato la foresta di Bvergon l’uomo che
piantò la speranza e crebbe la felicità in un
racconto di Jean Jounò. Uomini degni di un
paradiso terrestre naturale. già aveva onorato
il grande senso di sacrificio nel canto 92, “Io
porto etc.. prima in inglese poi in italiano—Delcroix”
Qui citato nel Canto dove domina il concetto
dell’onore come espresso dal Guicciardini Nulla
è impossibile a chi stima l’onore assai. INSIEME
ad altri amici dello stesso stampo: l’irlandese
Desmond Fitzgerald che aveva preso parte nella
famosa rivolta del 1916 e divenne più tardi
ministro degli affari esteri, per aver voluto
combattere già vecchio sul fronte russo.
L’allora ministro dell’educazione nazionale G.
Bottai che aveva facilitato le ricerche dei
manoscritti vivaldiani ma era purtroppo uno di
quelli che non prendeva sul serio le idee
economiche di Pound preferendo la tesi della
follia come si legge nell’annotazione del diario
il 6 gennaio 1946 A questi va aggiunto l’amm.
Ublado degli Uberti per il richiamo dantesco ad
un suo possibile antenato Farinata che aveva
l’inferno in grande dispitto. Una rosa di amici
veramente memorabili e Accame porta avanti il
loro discorsi sulla usura nelle luride banche e
furto nelle società anonime. Anni addietro nelle
famose rubriche sul settimanale Il Sabato
Bankkiller e poi in conferenze, interventi saggi
su innumerevoli riviste fino alla recente
introduzione ai doveri dell’uomo di Giuseppe
Mazzini. Libro ch Poud citava già in Guida alla
cultura tra i libri di testo che a più riprese
raccomandava ai cosiddetti liberali. Leggendo
Accame anche la triste scienza come viene
definita l’economia assume una certa leggerezza
ed eleganza tanto da far nascere il sospetto che
nei suoi cassetti si troverebbero poesie. Il
fascismo immenso e rosso a proposito del poeta
rumeno Marin Sorescu egli dice i veri poeti
sanno cogliere nell’aria ciò che sta per
accadere. Sorescu sembra aver inconsapevolmente
preannunziato la tragedia cecoslovacca e il rogo
di Praga. Pound aveva scritto: “ Aver colto
dall’aria…”così si conclude il canto 81
accomunando tutti coloro che credono
nell’artista come antenna della razza umana e si
ricollega alla citazione vostra l’unica idea che
riconosco è quella delle idee che diventano
azioni. Si Ideas into Action. Ed è così che va
inteso il concetto di tradizione portare avanti
anche oralmente inteso come azione la parte viva
del pensiero illuminato nella sua più alta
manifestazione che si esprime col verbum caro e
Pound nel primo die canti pisani spiega in
principio verbo paraclito…a Pisa. E nel canto 80
associa il paraclito oltre che alla sincerità
alla compassione: il tema della compassione ci
ricondurrebbe anche al confucianesimo di Pound
ma esula dal tema qui proposto perciò mi limito
alle parole sincerità e tradizione. In Dante
abbiamo vivo il pensiero degli antichi da
Aristotele a Verrue e a Vicenna a Tommaso d’Acquinio
e Zenone Pound ha seguito il filo dantesco
arricchendolo col pensiero confuciano e ora
Accame seguendo i testi poundiani illumina il
filone economico nominando autori che altrimenti
potrebbero venire sepolti da una certa forza che
vorrebbe distruggere l’evidenza di una via
d’uscita economica dal sistema economico che
crea denaro ex nihil Troviamo Francesco
Avigliano autore dell’enigma sociale, il
sacerdote Cairoli col suo testo sul “Prezzo
giusto” CH Douglas fondatore del Social Credit
Movement, Silvio Gesell autore del Die
Verstatlich un des Geldes, che auspicava una
moneta prescrittibile, Kitzon di cui Pound
durante la guerra fece tradurre The Banker’s
Conspirancy col titolo italiano La storia di un
reato Fredrick Soddy e tanti altri fra cui
Catone che non potrebbe cadere nel dimenticatoio
ma di cui si deve ricordare che nel De Ufficis,
accomuna l’usura all’omicidio e Accame
arricchisce la litania poundiana che si era
fermata a S. Ambrogio per la sua invettiva
Camptans anomas…sit citata dai proverbi e S.
Antonino, aggiungendo S Bernardino da siena
forte predicatore contro le usure e ci da a pag.
158 una dimostrazione della profonda humanitas
di Pound la sua compassione va all’umanità
intera quindi tralascia inconsciamente S.
Bernardino da Feltre avversario non soltanto
degli usurai ma anche degli ebrei. Ed è sul filo
della fede nei poeti che vorrei condurre il mio
discorso soprattutto sui grandi poeti di ogni
tempo che per quanto eretici o fuggiaschi sono
sempre sinceri. Purtroppo le loro visioni si
prestano ad essere strumentalizzate ma primo
dovere del poeta è restare fedeli a se stessi e
come diceva l’americano Cumings nell’omaggio al
suo amico Pound: La sconfinata patria di ogni
artista è strettamente lui stesso. Un artista
che ha tradito quel paese si è suicidato e
neanche il miglior avvocato può uccidere un
morto” ma un essere umano che resta fedele a se
stesso chiunque egli sia è immortale e tutte le
bombe atomiche e tutti gli antiartisti nello
spazio - tempo non riusciranno a civilizzare
l’immortalità” La Poesia è un arte e gli artisti
sono degli esseri umani quindi fallibili. Allo
stesso tempo l’amica anglo sicula Lina kaikof,
scriveva direttamente a Pound anche se con
parole e stile affatto diversi. Accame nel
capitolo quinto ricorda questa corrispondenza
ecco perché ho definito il suo libro necessario
credo sia proprio per la profonda humanitas del
testo che Ezra Pound Economista ha avuto delle
serie recensioni ed è stato capito soprattutto
dai poeti. Tra queste recensioni ce n’era una di
Sergio Romano che io ho sempre letto con
interesse, nel suo recente libro intitolato “Lo
scambio ineguale l’Italia e gli Stati Uniti da
Wilson a Clinton” La Terza 95 alcune
osservazioni sul peso che l’Italia aveva durante
il fascismo sul discorso la mafia prima dello
sbarco in Sicilia sembrano confermare molte
delle intuizioni di Pound E’ fatica sprecata
ripetere che Pound non capiva non sapeva anche
se è vero che era troppo selettivo nei suoi
interessi o come diceva lui stesso teneva il
cannocchiale alla rovescia puntato solo sul
dettaglio economico e nella sua recensione S
Romano fa bene a mettere in guardia dalla
strumentalizzazione ma d’altro canto è
preoccupante che un diplomatico di carriera dica
che Pound “accettò” di parlar male del suo Paese
in tempo di guerra. Quell’accettò è una parola
errata peggio ambigua Come cittadino americano
il primo emendamento non soltanto gli dava il
diritto ma gli imponeva di protestare contro una
guerra che altro non era che una di quelle
guerre creata in serie per indebitare le
nazioni. Tra tutte le libertà la più importante
è la libertà di pensiero e naturalmente la
libertà di esprimere il propri pensiero a coloro
che effettivamente pensano e sono qualificati ad
avere delle opinioni proprie opinione di Pound
era che una nazione che non vuole indebitarsi fa
rabbia agli usurai ed arrogava per tutti il
diritto di non indebitarsi. In questi giorni il
tema dell’usura è diventato quasi di moda direi
che viene strumentalizzato e nuovamente c’è
pericolo che si tenti di scambiare l’effetto con
la causa. Certi inconsulti suicidi vanno forse
addebitati all’incapacità di sapersi
amministrare e non già al semplice strozzinaggio
Già Dickens diceva che chi ha 10 centesimi e ne
spende 5 è un uomo ricco e felice. E chi ne ha
10 e ne spende 11 è un infelice che va a finire
in galera. A questo proposito vorrei leggervi
una lettera che mio padre scrisse alla madre
superiora del mio educandato il motivo era la
spesa eccessiva per un messale che forse per un
errato senso di nazionalismo o settarismo io
volevo bilingue latino e tedesco invece che il
comune latino italiano e quindi doveva essere
ordinato apposta ed è venuto a costare troppo:
[...]
Quindi accettare il punto di vista anche dei
bambini ma soprattutto essere fermi
nell’educazione. |