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Documenti & Materiali K
19
dicembre 1998
IL MONDO MAGICO DI JRR TOLKIEN
attualità dell'opera tolkieniana
Sala del Comprensorio di Tione
Con la
partecipazione di:
Paolo Paron, presidente
della Società Tolkieniana Italiana.
Amici di Gandalf e Cavalieri di Gondor,
l’odierna conferenza ci introdurrà nell’universo
tolkieniano.
Dopo aver percorso, insieme i relatori, lo
stretto sentiero che conduce al paese di FEERIA,
dove la magia è realtà e l’alienazione solo un
incubo, ci ritroveremo in un mondo di elfi, numi
ed eroi.
Le opere del professore di Oxford, John Reul
Ronald Tolkien, negli anni ’70 circolavano in
Italia solo in ristretti cenacoli di
appassionati fantasy e in qualche frangia
“marginale” del mondo giovanile.
Oggi, grazie anche all’intuito di case editrici
come Adelphi e Rusconi, possono essere
apprezzate dal grande pubblico.
Conoscere la profondità della sua opera è però
altra cosa.
Come per Dante anche per Tokien è necessario
utilizzare contemporaneamente almeno tre chiavi
di lettura: letterale, allegorica e
simbolico/anagogica.
La prima riguarda il piano formale e narrativo,
la storia in sé, il racconto del manipolo di
prodi che cerca di distruggere l’Anello del
Potere.
La seconda si sostanzia nella valutazioni che
l’autore compie sulle tragiche vic3nde del
nostro mondo, analizzandone le cause e
proponendo le soluzioni.
L’opera tolkieniana non è evasione o ancor
peggio fuga dalla realtà, ma la critica e,
soprattutto, la ribellione alla “civiltà”
moderna.
Su di essa infatti viene costruita l’immagine
della Terra Oscura o Regno del Male: dove il
fumo delle fabbriche oscura il sole, e dove il
tradimento e la sete di potere costituiscono la
norma. La terza chiave è l’analisi dei
significati mitici ed esoterici dell’opera
tolkieniana.
Tale piano interpretativo richiede una
particolare attenzione ed una naturale
predisposizione del lettore, indispensabile a
riconoscere i veicoli di una sapienza che non è
più di questo mondo.
Veicoli che possono essere schematizzati nei due
archetipi del Mito e del Simbolo.
Il Mito, lungi dal rappresentare l’ingenuità
primitiva dell’uomo, è l’espressione più
autentica del sacro che non si manifesta mai
direttamente ma attraverso allusioni e
travestimenti.
Allusioni e mascheramenti che al lettore accorto
sveleranno i segreti dell’Uomo e del Mondo.
Il simbolo, rappresentazione grafica di una
realtà simultaneamente cosmica ed interiore,
rappresenta lo strumento principale con cui una
sapienza tradizionale, retaggio antichissimo e
tuttavia segreto, si palesava a tutti.
J.R.R. Tolkien riprese questi concetti grazie
alla sua indiscutibile conoscenza della
Tradizione indoeuropea che lo ha portato ad
essere impareggiabile conoscitore dei cicli
Arturiani e Celtici, e dei grandi poemi epici,
come l’Eda di Snorri e il Kalevala finnico.
Le sue opere affondano quindi le radici negli
Archetipi Eterni e si rivolgono all’uomo, sede
di battaglia tra le forze della Luce e
dell’Oscurità, e, drammaticamente al mondo
attuale asservito alle forze dell’Oscuro
Signore.
La grandiosa epopea de “IL SIGNORE DEGLI ANELLI”
altro non è che la celebrazione del trionfo del
Bene sul Male; della Bellezza e dell’Amore
Divino sulle Tenebre e sulla corruzione
dell’armonia nel cuore degli uomini e degli dei.
E’ la glorificazione della vittoria dell’Eroe
solare il cui prototipo è Aragorn che incarna i
tratti arcaici del Re – Sacerdote, dotato di un
potere magico che lo rende invisibile.
Nell’ultima battaglia i rappresentanti delle
Forze della Luce sono un’esigua minoranza contro
la quale si infrangono le ondate incessanti
della sterminata massa dei servi di Sauron.
Eccellenza dello Spirito contro la demonia del
numero.
Solo un manipolo di Uomini Liberi saluta la
Vittoria sotto l’azzurro cielo di nuovo solcato
dal volo delle aquile, mentre il dominio delle
Orde dell’Ombra, rivelatosi illusorio, si
dissolve quando l’Oscuro Potere si disgrega nel
limite irrevocabile segnatogli dal volere
dell’Eroe, che con la potenza del suo sacrificio
riesce a piegare il Fato e a spezzare
l’incantesimo del Male.
Nell’intimo significato della sua opera, che è
metastorico e quindi perennemente attuale,
Tolkien è scrittore della Tradizione.
Come tale ci insegna che compito dell’Uomo oggi
è quello di combattere i miti osceni dei mercati
di carta valuta e quelli cupi che negano
all’uomo la pienezza e la dignità della sua
natura avvertendo che per poter creare un mondo
secondo Verità. Giustizia e Bellezza, occorre
conservare un Cuore di Fanciullo. |