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29 aprile 1998

sussidiarietà

Sala conferenze della Facoltà di Economia

 partecipano:

prof. Massimo Egidi, Rettore dell'Università di Trento

prof. Fulvio Zuelli, Direttore dell'Opera Universitaria di Trento

prof. Carlo Borzaga, Preside della Facoltà di Economia di Trento

 

INTRODUZIONE AL DOCUMENTO ORGANIZZATIVO

L’approccio operativo scelto per redigere questo brevissimo lavoro parte da una considerazione deideologizzata del concetto di libertà. Libertà in senso assoluto, decondizionato e non svilito da vincoli giuridici, imposti dall’alto, da un potere che scende a pioggia sui cittadini, eludendo quando non più apertamente soverchiando l’elementare principio democratico tanto sbandierato quanto non praticato. Stancamente usciamo dal secolo cosiddetto dei totalitarismi, un secolo sterminato. Il tema principale del terzo millennio sarà inevitabilmente quello della libertà.

In molti si sono accostati all’argomento nel tentativo di affrontarlo ma i punti di vista sono inevitabilmente diversi e non vi è ancora convergenza sul reale significato di questa parola.

Siamo perfettamente coscienti che non può essere un pezzo di carta a determinare la libertà di un popolo, non lo è stata la dichiarazione dei diritti dell’uomo, non lo sono state le costituzioni dei paesi sedicenti democratici e non lo potrà essere a maggior ragione la costituzione che alchemicamente sta per essere creata dalla bicamerale.

Due citazioni mi vengono alla mente per introdurre questo discorso. La prima è del poeta statunitense Pound quando afferma che “Schiavo è colui che aspetta che altri vengano a liberarlo” e l’altra è dello scrittore tedesco Ernst Jünger, recentemente scomparso, che ci dice che solo “L’uomo libero può lottare per la libertà”.

Tutto ciò per giungere ad una considerazione: la libertà è prima che un diritto un sentimento inalienabile ed incancellabile dell’umana specie che prescinde da ordinamenti giuridici e da fantomatiche carte dei diritti, è un recondito desiderio di autodeterminazione insito nell’uomo,. Cosciente di essere innanzitutto un individuo, mi spingo a definirlo un Anarca (ma non un anarchico) che quotidianamente si misura con l’organizzazione spaziale o geopolitica che gli è più vicina. In un rapporto non di sudditanza o di sottomissione bensì di mutuo aiuto, di solidarietà prossima solo ad una comunità realmente organica. Oggi le organizzazioni territoriali più vicine all’individuo sono comuni, le provincie, le regioni e lo Stato. Ma queste vengono necessariamente in subordine rispetto alla tutela dell’individuo e dei cosiddetti corpi intermedi, siano essi la famiglia, l’associazione o la cooperazione. Tutela questa, garantita dall’attuale costituzione della Repubblica Italiana stravolta svilita se non addirittura capovolta dalla riforma in bicamerale che inserisce il termine sussidiarietà provocando una contraddizione in termini e riproponendo il modello di stato Leviathano oppressivo e repressivo delle libertà individuali. Contro questo aberrante principio ci battiamo, nella necessità di riaffermare dei concetti elementari di sopravvivenza più che di utilità nell’assoluta convinzione che la libertà è un diritto da difendere dagli spettri del passato (vedi gli 85 milioni di morti ricordati nel “Libro nero del comunismo” per raggiungere la pace tra i popoli) e quelli del futuro che ci avviamo a vivere immersi nell’oceano di un totalitarismo ... permissivo.

 

 

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