La nostra storia

L’Associazione l’Uomo Libero nasce nei primi anni ’90 come sodalizio culturale per poi estendere le sue attività al volontariato e alle iniziative di solidarietà internazionale che, con il trascorrere degli anni, si sono a tal punto moltiplicate da trasformare il sodalizio in una vera e propria associazione umanitaria (dal 1993 l’Associazione l’Uomo Libero ha ottenuto l’iscrizione nell’apposito albo delle associazioni di volontariato istituito dalla L.P. n.° 8 del febbraio 1992 “valorizzazione e riconoscimento del volontariato sociale”).

VENTI ANNI DI IMPEGNO
“È un prodigio: l’attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna” Friedrich Nietzsche

Le prime iniziative degne di nota risalgono al 1990, con i viaggi nell’est europeo. Dopo la caduta del Muro di Berlino era tanta la voglia di conoscere le realtà di quella parte di Europa “nascosta”, sino allora, dietro la cosiddetta cortina di ferro. Ecco allora i viaggi in Romania, Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia e soprattutto in Lituania dove la popolazione combatteva ancora nelle strade contro le truppe speciali dell’Armata Rossa sovietica.

La guerra civile nell’ex Jugoslavia ha determinato la svolta nell’associazione impegnandola totalmente nei confronti delle popolazioni colpite. Durante tutto il conflitto l’Uomo Libero ha sostenuto ben trentotto viaggi per trasportare aiuti umanitari, raccolti principalmente nel basso Trentino, attraverso un’iniziativa che ha coinvolto oltre un centinaio di scuole d’ogni ordine e grado, denominata: Operazione scatoletta. L’iniziativa, supportata da numerose realtà della società civile e appoggiata da un’interessantissima mostra fotografica e una videocassetta realizzata appositamente, ha permesso la raccolta di oltre 2.800 quintali di viveri, medicinali e generi di conforto. Le località di destinazione hanno seguito il corso degli avvenimenti, intervenendo laddove vi era urgenza. Ciò ha consentito di conoscere profondamente le esigenze delle popolazioni vittime della guerra e instaurare rapporti di stima e collaborazione con molte realtà: in particolare quella di Vitez, nella Bosnia centrale. Da allora (era il dicembre 1991) l’Uomo Libero segue con attenzione la realtà balcanica intervenendo con iniziative specifiche in Croazia, in Bosnia, in Serbia, in Romania.

Nel corso del 1996 l’associazione ha realizzato, con l’aiuto della Regione Autonoma Trentino‐Alto Adige la ricostruzione di una grande palestra e relativi locali di servizio per la scuola elementare di Vitez. L’impegno sostenuto ha consentito fondamentali attività di recupero fisico e psichico per ben 1200 bambini. Sempre nel 1996, è stato difeso il diritto alla vita per Snjesana, bambina croato‐bosniaca di due anni, trapiantata con successo nella prima clinica chirurgica dell’ospedale di Padova. La conoscenza profonda della realtà balcanica ha consentito altresì di realizzare un progetto di adozioni a distanza che ha aiutato, e ha creato legami tutt’ora saldi, 138 bambini in Bosnia Centrale. Ciò è stato reso possibile grazie alla valida collaborazione delle autorità locali, dei Francescani del Pane di Sant’Antonio e dell’Associazione delle vedove di Vitez.

Negli anni successivi grazie al rapporto istituzionale con Regione e Provincia di Trento, con la collaborazione dell’Associazione “Papa Giovanni XXIII” e il fondamentale aiuto dei soci, si sono sviluppati e conclusi progetti di solidarietà in Bolivia (realizzazione e sviluppo di laboratori artigianali presso il centro San Vincenzo do La Paz); in Cile (iniziative di sostegno a favore dei gruppi più emarginati della società cilena) e in Ecuador (progetto Quito Sud).

Nel 1999 e 2000 l’Uomo Libero è intervenuta (raro esempio in Europa) anche nella Serbia bombardata a favore dell’Ospedale speciale per la paralisi cerebrale e per lo sviluppo della neurologia infantile di Belgrado, danneggiato dai bombardamenti Nato, donando un pullman e attrezzature/apparecchiature medico – sanitarie. L’associazione è stata impegnata nella raccolta di fondi anche tramite l’organizzazione di eventi sportivi di portata internazionale. Esempio fra tutti, il “Triangolare Internazionale di Calcio” Trentino Cup che ha visto partecipare importanti squadre europee quali: Hellas Verona ‐ A.C. Salonicco ‐ F.C. Obilic (vincitrice del campionato serbo 1998/99), svoltosi allo Stadio Briamasco di Trento il 29 luglio 2000. Oltre all’impegno umanitario il sodalizio, in collaborazione anche con altre realtà associative ha continuato la propria attività culturale e di sensibilizzazione sociale in particolare sulle condizioni dei popoli oppressi.

Sosteniamo inoltre l’attività dell’Associazione internazionale Rainbow alla quale abbiamo aderito nel contesto dell’iniziativa “Le città europee contro la droga”. Tra le prime iniziative sono da ricordare per il grande successo avuto:
-la mostra Tutto il mondo di Guareschi presso il Casinò di Arco;
-il grande Concerto per la Pace con il coro Ina Naftaplin di Zagabria in Croazia e l’Orchestra d’archi di Cesky Krumlov della Repubblica Ceca;
-l’importante convegno, presso la facoltà d’Economia dell’Università degli Studi di Trento, sulla figura di Ezra Pound economista, con la partecipazione della figlia del Poeta, Mary de Rachewiltz e lo scrittore Giano Accame;
-gli incontri pubblici ad Arco con don Benzi e don Ciotti sulle problematiche giovanili, incontri di grande seguito che hanno evidenziato due mondi e due modi differenti di intendere fede e società nel nostro tempo. E altre numerose conferenze sui più svariati temi: Sinistra e Destra (a Riva del Garda); L’altra America: gli Indiani d’America (a Trento e Tione); Lo Zen e l’Occidente a Tione; La strage di Ustica 17 anni di silenzi (ad Arco); La guerra civile irlandese (a Trento); Ezra Pound economista (a Trento); Mafia e Massoneria (a Trento); La montagna violata e Il genocidio del popolo Tibetano (a Trento e a Tione); una conferenza sulla Palestina (a Tione) “Lo sterminio del popolo palestinese: dalla fondazione dello Stato di Israele ad oggi”; Junger: Passaggio al bosco; tre sull’identità dei popoli (relatori Vittorio Messori, Baget Bozzo e Franco Cardini); a Trento in occasione della pubblicazione del “Manifesto di Unabomber“; a Pergine un seminario di sette giorni intitolato “Università d’Estate” su tematiche di economia, geopolitica, politologia, filosofia con docenti universitari provenienti da tutta Europa. Tre conferenze (una all’Arcivescovile di Trento) sul conflitto serbo‐kossovaro con eminenti studiosi fra i quali il Prof. Dragos Kalajic. Tutte le nostre iniziative sono corredate da mostre fotografiche, conferenze, videocassette e ampiamente seguite da stampa locale e nazionale.

Da ricordare anche l’impegno de l’Uomo Libero nel mondo dello sport amatoriale e giovanile, impegno ritenuto importante perché veicolante di valori sociali e morali assolutamente positivi; ecco allora le squadre e le iniziative legate al calcio, alla pallavolo e alla pallanuoto.

Negli ultimi anni le energie dell’associazione si sono rivolte quasi esclusivamente alle iniziative umanitarie e, oltre al completamento e al mantenimento dei progetti sopra presentati, è stato costruito un Centro per l’Infanzia di 900mq. nel campo profughi tibetano di Bhandhara, nell’ambito del progetto co-finanziato dalla Regione Trentino-Alto Adige “La Montagna Violata”; iniziativa che ha visto l’organizzazione di molteplici iniziative collaterali, tra cui la più importante: la premiazione e partecipazione del Dalai Lama al Premio Internazionale di Solidarietà Alpina in occasione del trentennale che si è tenuto a Pinzolo nel giugno 2001.

Dal 2002 al 2006 l’associazione si è impegnata nel progetto Evita, progetto di solidarietà con il popolo argentino, in collaborazione con la fondazione Nuestra Famiglia di Buenos Aires. L’intervento si è concretato in diversi micro-progetti: la realizzazione e costruzione di una casa per ragazze madri; un club dei nonni; un poliambulatorio medico/dentistico e il sostegno del catamarano Social y Sanitario in servizio sulla foce del Rio Plata; oltre all’organizzazione di diversi e importanti eventi collaterali di sensibilizzazione e raccolta fondi, tra cui la sfilata d’alta moda e serata argentina al Teatro del Verme a Milano e a Roma la cena di beneficenza con importanti personalità del mondo sportivo di origine argentina e il Ministro alle Politiche Agricole.

Dal 2007 è in corso il progetto Terra e Identità, a favore del popolo Karen, in Birmania orientale. Un popolo che da sessant’anni resiste al tentativo di genocidio da parte del regime di Rangoon. Il progetto ha già permesso la realizzazione di due villaggi, di una scuola e di una clinica. e l’avvio di attività economiche indipendenti. Nel 2010 sono attivati altri due progetti: in Crimea, a sostegno della minoranza italiana di Kerch; ed in Eritrea, in collaborazione con la Comunità Cistercense di Wara e con l’obiettivo finale della costruzione di una scuola primaria multi confessionale.

Nel 2011 è stato varato il progetto “Accendiamo la Speranza” in Kosovo a sostegno delle enclavi serbe sprovviste di energia elettrica. Arco, 20 gennaio 2011