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[La montagna violata]

 

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Movimento Insurrezionale del Popolo Tibetano

Partirà il 10 Marzo da Dharamsala la marcia degli esuli

Nelle scorse settimane il Tibetan Youth Congress, la Tibetan Women's Association ,il Gu-Chu-Sum Movement of Tibet, il National Democratic Party of Tibet e Students for a Free Tibet hanno lanciato il "Tibetan People's Uprising Movement", un nuovo sforzo coordinato di resistenza tibetana in preparazione delle Olimpiadi di Pechino.

Chiedono al governo della Repubblica Popolare Cinese di consentire il ritorno senza condizioni del Dalai Lama in Tibet, di porre fine all'occupazione coloniale del paese delle nevi e la liberazione di tutti i prigionieri politici.

Chiedono inoltre al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) di cancellare i Giochi Olimpici di Pechino 2008 e non considerare più la Cina come un potenziale paese ospite dei Giochi, finché il Tibet non sia libero.

Gli organizzatori del movimento hanno quindi rivolto un appello a tutti i tibetani nel mondo perché si uniscano alla protesta e sostengano una marcia del ritorno che riporti in patria gli esiliati tibetani; appello subito raccolto da numerose associazioni europee che hanno assunto l'impegno di "organizzare ogni possibile forma di solidarietà con la marcia degli esuli e programmare il maggior numero possibile di iniziative a sostegno dei patrioti tibetani che intendono raggiungere il Tibet occupato."

Nel dichiarare piena adesione all'iniziativa le associazioni di Italia,Francia e Svizzera hanno chiesto alle forze politiche e sociali, alle istituzioni ed agli enti locali dell'Unione Europea di sostenere con ogni mezzo il Movimento Insurrezionale del Popolo Tibetano.
 

La redazione di "Dossier Tibet"


 

Allegato : Appello
Solidarietà al Movimento Insurrezionale del Popolo Tibetano
Nella dichiarazione approvata al termine dei lavori del I Forum Internazionale per la libertà del Tibet (Torino, 2007) ci impegnavamo a : "appoggiare un movimento unitario per l'indipendenza al quale potremmo offrire tutto il nostro incondizionato sostegno e cooperazione per realizzare le aspirazioni del popolo tibetano ad un Tibet indipendente, dimostrate costantemente negli anni dai coraggiosi attivisti che protestano all'interno del Tibet"
Nelle scorse settimane il Tibetan Youth Congress, la Tibetan Women's Association ,il Gu-Chu-Sum Movement of Tibet, il National Democratic Party of Tibet e Students for a Free Tibet hanno lanciato il "Tibetan People's Uprising Movement"; un movimento unitario che intende porre fine al dominio cinese in Tibet.
Esprimiamo quindi soddisfazione per la ritrovata unità d'azione tra tutte le principali organizzazioni della società civile tibetana e condividendo la piattaforma da loro sottoscritta ci impegniamo a:

  • organizzare ogni possibile forma di solidarietà con la marcia degli esuli

  • programmare il maggior numero possibile di iniziative a sostegno dei patrioti tibetani che intendono raggiungere il Tibet occupato.

Inoltre chiediamo a tutte le associazioni, gruppi di sostegno, forze politiche e sociali, istituzioni ed enti locali di sostenere con ogni mezzo il Movimento Insurrezionale del Popolo Tibetano.

Chivasso ( Italy ), Febbraio 2008


Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano
V.Sant'Anselmo 11 - 10125 Torino ( Italy )
Tel. 0039 011 6548297 - Fax. 0039 011 6505791
Sito :
www.dossiertibet.it

14.03.2008

COMUNICATO STAMPA DEL DALAI LAMA
Sono profondamente preoccupato per la situazione che si è venuta a  creare in Tibet a seguito della pacifica protesta in molte parti del Tibet, tra cui Lhasa, nei giorni recenti. Queste proteste sono una manifestazione del risentimento profondamente radicato nel popolo tibetano sotto l'attuale dominio.
Come ho sempre detto, l'unità e la stabilità sotto la forza bruta sono al massimo una soluzione temporanea. Non è realistico aspettarsi unità e stabilità sotto una tale legge, che potrebbe pertanto non contribuire a trovare una soluzione pacifica e definitiva.
Faccio dunque appello alla dirigenza cinese a fermarsi nell'uso della  forza e a indirizzare il risentimento a lungo covato del popolo tibetano proponendo il dialogo con il popolo tibetano stesso. Esorto anche i miei seguaci tibetani a non ricorrere alla violenza.

Il Dalai Lama
14 marzo 2008

20.03.2008

LA RIVOLTA IN TIBET
La rivolta in Tibet fa parte dello scenario per "la grande guerra eurasiatica", regia britannica e partecipazione di un'Europa prigioniera del trattato di Lisbona. Da sottolineare il ruolo svolto da Marco Pannella e da altri dirigenti radicali nell'organizzare le azioni di protesta che sono sfociate nei disordini di Lhasa.
Alla fine di dicembre 2007, Pannella e Matteo Mecacci del Partito Radicale  volarono a Dharamsala, in India, dove risiede il cosiddetto "governo in esilio" del Tibet, per incontrare il Dalai Lama, il capo del governo in esilio e il presidente del parlamento. In quell'occasione fu pianificata quella che Pannella chiama orwellianamente una "Satyagraha (marcia pacifica) mondiale", in concomitanza con l'anno olimpico. La Satyagraha è cominciata ufficialmente il 10 marzo con una marcia guidata dal Mecacci in persona a Dharamsala, mentre Pannella cominciava lo sciopero della sete. Mentre le autorità bloccavano la marcia diretta verso il confine tibetano, iniziavano i disordini in Tibet.

Il pedigree di Pannella è noto. La sua carriera è stata promossa dalle forze di occupazione britanniche alla fine della seconda guerra mondiale. Ebbe un rapporto particolare con Elena Croce e la principessa Margherita Caetani, moglie dell'ufficiale britannico Hubert Howard. Artefice di tutte le nefandezze politiche che hanno rovinato l'Italia, una volta confessò di fronte ad una commissione parlamentare che negli anni cinquanta, come membro  del Congresso per la Libertà Culturale, si recava personalmente a Parigi per intascare i finanziamenti della CIA, per mano di Irving Brown.
 

da EIR Executive Intelligence Review - Strategic Alert - Edizione italiana
anno 17 n. 12-13 - 20 marzo 2008

20.03.2008

TIBET: PELOSI DAL DALAI LAMA, "IL MONDO DEVE SAPERE"
Con un gesto di aperta sfida alla Cina, Nancy Pelosi si e' recata a incontrare il Dalai Lama nella residenza di quest'ultimo a Dharamsala, nel nord dell'India. La presidente della Camera dei Rappresentanti Usa, esponente di punta dell'opposizione democratica all'amministrazione di George W. Bush, ha lasciato New Delhi con un aereo che l'ha condotta nella cittadina dello Stato settentrionale indiano dell'Hichamal Pradesh, sede del governo tibetano in esilio e di svariate migliaia di espatriati. Secondo Nancy Pelosi, se la comunita' internazionale, e in particolare il mondo libero, non si opporranno alla brutale repressione cinese in Tibet, avranno perso ogni autorita' morale che li legittimi a rivendicare il rispetto dei diritti umani: "La situazione in Tibet e' una sfida alla coscienza del mondo", ha affermato la presidente della Camera dei Rappresentanti americana, in visita al Dalai Lama nella sua residenza di Dharamsala, la cittadina nel nord dell'India dove il leader spirituale dei buddhisti tibetani riparo' nel '59, e dove ha il suo quartier generale il governo tibetano in esilio. Proveniente in aereo da New Delhi, con un gesto di aperta sfida che non manchera' di provocare una rabbiosa reazione da parte di Pechino, Pelosi e' il primo statista straniero di rango cosi' elevato a recarsi dal Dalai Lama da quando in Tibet sono iniziate le proteste di piazza che hanno scatenato la caccia agli oppositori in corso nella regione himalayana. "Oggi siamo qui per unirci a voi, in questo triste momento, nel diffondere la luce vivida della verita' su quanto sta accadendo in Tibet", ha esordito Pelosi incontrando il Dalai Lama e i capi della comunita' tibetana esiliata durante una pubblica riunione, cui ha fatto seguito una colazione in forma privata. "Il mondo deve sapere che cosa sta succedendo", ha incalzato la presidente della camera bassa Usa, esponente di punta dell'opposizione democratica all'amministrazione di George W. Bush che, poco prima dell'inizio dei disordini in Tibet, aveva intempestivamente depennato la Cina dalla 'lista nera' dei persecutori delle liberta' fondamentali. "Siamo qui con voi per affrontare questa sfida", ha continuato Pelosi. "In questa sfida", ha sottolineato, "siamo con voi". Migliaia e migliaia di tibetani, assiepati fin dal mattino per accoglierla in un'atmosfera trionfale, hanno risposto alle sue parole con salve fragorose di applausi. "Se coloro che in tutto il mondo amano la liberta' non dichiareranno la loro opposizione all'oppressione cinese in Tibet, avremo perduto ogni autorita' morale per poter parlare a favore dei diritti dell'uomo, dovunque nel mondo", ha ripetuto l'ospite americana, la cui delegazione comprendeva altri nove colleghi parlamentari. "Forse e' il nostro karma, forse e' il nostro destino essere qui con voi in un momento del genere", ha concluso Pelosi, suscitando un'altra salva di applausi. "Quando ritorneremo a casa, porteremo il messaggio di quanto abbiamo visto, e cercheremo di raccogliere la sfida alla nostra coscienza che il Tibet ci pone". E' stata la seconda riunione in nemmeno sei mesi tra il Dalai Lama e la battagliera politica statunitense, vera e propria nemesi del presidente Bush: lo scorso ottobre i due s'incontrarono infatti a una cerimonia religiosa a Washington, e Pelosi consegno' al ledaer spirituale buddhista la Medaglia d'Oro del Congresso, la piu' alta onorificenza conferita dal Parlamento federale degli Stati Uniti. Gia' allora il regime cinese ando' letteramente su tutte le furie.

(AGI) - Dharamsala (India), 21 marzo

http://www.agi.it/estero/notizie/200...11014-art.html

 

 
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