Eritrea

PROGETTO: “PER NON DIMENTICARE L’ERITREA”

UN IMPEGNO PER LO SVILUPPO DI UNA TERRA D’EMIGRAZIONE

1. INTRODUZIONE.

Con questo progetto si vuole realizzare un asilo per trecento bambini nel villaggio di Wara, che si trova a circa 60 km dalla città di Asmara, in Eritrea.

La proposta nasce dalla volontà dei monaci cistercensi del Monastero dell’Assunta di Asmara che da anni svolgono la loro azione educativa nel settore scolastico tra le comunità del piccolo villaggio. In particolare, ciò che caratterizza questo progetto è l’ approccio multiconfessionale. Infatti, esso prevede di inserirsi nel sistema scolastico eritreo coinvolgendo nelle stesse classi cattolici, ortodossi e musulmani.

Tale progetto, inoltre, riveste oggi particolare importanza anche alla luce delle recenti tragedie del mare che vedono troppo spesso morire decine di disperati, in gran parte di nazionalità eritrea, vicino alle coste italiane. Un impegno importante, pertanto, per lo sviluppo sociale in una terra di forte emigrazione.

2. ANALISI DELLA SITUAZIONE POLITICA IN ERITREA

L’Eritrea, infatti, ricopre da anni un ruolo molto importante nel Corno d’Africa sia per la centralità della sua posizione geografica che per il ruolo che essa vi svolge nelle relazioni con i paesi limitrofi.

Relazioni non solo difficili con l’Etiopia, mai sopite neppure dopo gli accordi di pace del 1998-2000, per le note questioni confinarie relative la zona di Badme, ma anche con Yemen e Somalia.

Difficili sono anche i rapporti con le organizzazioni umanitarie italiane e non, molte delle quali sono state persino recentemente espulse. Anche gli imprenditori stranieri, che spesso finanziano il governo per ricavarne agevolazioni personali, hanno difficoltà a portare avanti i propri progetti.

Tuttavia, il ruolo dell’Eritrea nel Corno d’Africa è sempre più rilevante, come dimostrato anche nelle recenti trattative tra le parti del conflitto sudanese, e non si può pensare ad un percorso di pace e di democrazia nell’area senza il suo contributo.

3. I RAPPORTI TRA IL MONASTERO CISTERCENSE DI ASMARA E IL GOVERNO ERITREO.

La presenza della Comunità Cistercense in Eritrea risale al 1930 e la sua storia è strettamente legata a quella del paese: la colonizzazione italiana, la Seconda Guerra Mondiale, il protettorato inglese, l’occupazione etiopica, la lunga guerra d’Indipendenza, fino ad arrivare alla tanto voluta indipendenza.

Nonostante tutti questi sconvolgimenti, però, da quasi 80 anni i Cistercensi in Eritrea sono sempre riusciti a portare avanti la propria attività pastorale. In particolare, ad oggi, una quarantina di monaci svolgono una intensa attività nel settore dell’educazione scolastica per i giovani eritrei. Attività che copre un’area di 65 km di raggio dal Monastero dell’Assunta di Asmara, casa madre della comunità.

I cistercensi eritrei, che sono anche presenti nel Monastero di S. Stefano a Keren e nel villaggio di Halay, sono molto rispettati dalla comunità locale e dal governo centrale. Tanto è vero che, nonostante un contesto politico particolarmente problematico, sono l’unica comunità religiosa non perseguitata e che gode di una certa indipendenza nel paese.

Ciò ha permesso di sviluppare una serie di progetti, volti al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locali, quali: il potenziamento della sorgente d’acqua nel villaggio di Halay (2004), il finanziamento di una motocarrozzetta per un disabile (2005), la realizzazione di un pozzo d’acqua presso il monastero di Asmara (2005), la realizzazione di un pozzo d’acqua presso la Missione di Suor Giuseppina in Asmara (2005). Inoltre, è stato dato quotidianamente supporto a molte famiglie nei villaggi di Keren, Halay, Barentù e Wara. Tutto ciò è stato possibile grazie alle importanti donazioni provenienti dall’Italia da parte di parrocchie e di privati. Donazioni cha hanno contribuito a sviluppare anche le economie di questi villaggi poiché i materiali e la manodopera per la realizzazione dei progetti erano tutti locali.

Infine, i monaci cistercensi hanno sempre voluto, anche attraverso questi progetti, coinvolgere le altre confessioni. In particolare, il supporto del Monastero dell’Assunta è stato sempre destinato anche alle famiglie eritree di confessione ortodossa, protestante e musulmana. Tanto da meritarne il plauso anche dai rappresentanti locali di queste confessioni.

4. I PERCHE’ DELLA COSTRUZIONE DI UN ASILO NEL VILLAGGIO DI WARA.

Il villaggio di Wara si trova nella periferia di Asmara da cui dista circa 60 km. E’ abitato da 250 famiglie composte al 50% da cattolici, al 25% da ortodossi e al 25% da musulmani. La realizzazione di un asilo permetterebbe ai monaci una più concreta assistenza scolastica ai circa 300 bambini, di tutte e tre le fedi religiose, che hanno una età che varia dai 4 ai 6 anni.

Considerando che l’esigenza formativa è sempre in aumento, la realizzazione della struttura consentirebbe ai cistercensi di poter avviare i fanciulli verso un percorso formativo comune. Percorso che integrerebbe maggiormente le diverse culture e confessioni religiose in una zona dell’Eritrea dove mancano tali strutture e, soprattutto, riposte concrete alle necessità di un bambino.

Al momento vengono utilizzati i piccoli e sottodimensionati locali parrocchiali che vengono così sottratti alle funzioni che gli sono proprie. Per questa ragione, l’intera comunità di Wara ha messo a disposizione il terreno su cui edificare l’asilo ottenendo, inoltre, il benestare delle autorità locali e del governo eritreo.

Questo progetto, tra le altre cose, andrebbe ad affiancarsi a quanto realizzato nel 2008, da parte di pastori luterani olandesi, nel villaggio di Wara. Ovvero, un pozzo d’acqua alimentato con pannelli solari.

Tutto ciò, inserito in un contesto generalizzato di povertà e miseria, rappresenta il tentativo dei cistercensi di migliorare le condizioni di vita anche degli altri piccoli villaggi dell’intera regione. E chi conosce l’Africa sa che per “Intera regione” s’intende la strada percorsa in “giorni di cammino”. Inoltre, come già evidenziato precedentemente, tutti i progetti realizzati e quelli in corso d’opera sono stati resi possibili, sia grazie al governo centrale che ai rappresentanti locali del villaggio. In particolare, il governo ha sempre ricercato la massima collaborazione con i monaci dell’Assunta, così come i capi-villaggio all’unanimità hanno sempre collaborato allo sviluppo dei progetti.

5. CONCLUSIONI.

Questo progetto vuole, pertanto, rappresentare un incentivo allo sviluppo del sistema scolastico in un piccolo villaggio eritreo.

La situazione politica all’interno del paese non è semplice. Tuttavia, i monaci cistercensi sono riusciti da anni, grazie al loro impegno quotidiano, a portare avanti diversi progetti per lo sviluppo dell’area. Tanto è vero, che ciò gli ha giovato non solo il plauso delle altre confessioni religiose, sempre coinvolte nei progetti, ma anche dello stesso governo eritreo. Un enorme successo, di conseguenza, se confrontato con la difficile situazione politica eritrea.

La costruzione di questo asilo riveste, inoltre, particolare importanza anche alla luce delle recenti tragedie del mare che vedono troppo spesso morire decine di disperati, in gran parte di nazionalità eritrea, vicino alle coste italiane. Infatti, ad oggi, realizzare questo progetto rappresenta per noi italiani un valido aiuto e un concreto impegno per lo sviluppo sociale in una terra di forte emigrazione.