Serbia

in posa di fronte al pullman donato all'ospedale di Belgrado

PROGETTO “UN PONTE PER LA SERBIA”

L’Associazione “l’Uomo Libero” onlus si propone di intervenire concretamente a favore del popolo serbo vittima dei bombardamenti USA e NATO compiuti in contrasto con la carta dell’ONU (che autorizza l’intervento militare solo in due casi: per autodifesa oppure per decisione del Consiglio di Sicurezza) e nell’indifferenza dell’opinione pubblica stordita da una campagna mass-mediatica, asservita alla logica strategica degli aggressori (che a partire quantomeno dal 1989 svolgono un’opera destabilizzante in tutta l’area balcanica), che ha legittimato questa operazione con considerazioni di ordine “umanitario”.

La profonda ipocrisia di chi ha voluto e gestito l’operazione in Kosovo è ormai evidente a tutti: nel Kosovo, trasformato in nuovo Libano, l’UCK, impunemente, ha potuto compiere una vera e propria pulizia etnica massacrando e terrorizzando la popolazione serba; nella Serbia, distrutta dai bombardamenti, la popolazione viene invece “strangolata” dalle sanzioni.

Il tribunale dell’Aia ha incriminato Milosevic per i presunti crimini delle milizie serbe ma non ha avviato alcuna indagine sull’uso della forza militare internazionale contro obbiettivi civili (alcuni dichiaratamente intenzionali: televisioni, carceri; altri non dichiarati: ambasciata cinese, ospedali, abitazioni – a Surdulica è stata distrutta un’intera cittadina -,  convogli di profughi, ecc.) come se i cittadini serbi non fossero soggetti di diritti umani e appartenenti alla comunità internazionale.

Purtroppo anche il mondo del volontariato sembra allineato alle posizioni dei vincitori e non accorgersi della tragedia del popolo serbo.

La nostra Associazione, che sostiene la libertà di tutti i Popoli e il rispetto delle libertà, non è rimasta insensibile alle sofferenze del popolo serbo e alla richiesta d’aiuto dell’organizzazione umanitaria e culturale Kolo srpskih sestara (La ruota delle sorelle serbe) di Belgrado, la più autorevole, antica e famosa tra le organizzazioni umanitarie non governative (Fondata ne 1903, per meriti dimostrati durante la Prima Guerra Mondiale ha ottenuto le quattro medaglie della Croce Rossa Internazionale, Florence Nightingale; ne 1947 il regime comunista né ha proibito l’attività, che ha potuto riprendere solo nel 1990; oggi dispone di 23 filiali nella Jugoslavia e più di duemila membri; si finanzia esclusivamente con i contributi dei privati. Negli ultimi anni, segnati dalle guerre, molte organizzazioni umanitarie internazionali hanno usufruito della rete di Kolo srpskih sestara per diffondere gli aiuti umanitari alla popolazione bisognosa: UNICEF, OXFAM, IRC, Save the children, AAR, JEN, etc.).

L’organizzazione Kolo srpskih sestara di Belgrado svolge la sua opera umanitaria attraverso l’istituzione e la gestione dell’Ospedale speciale per la paralisi celebrale e per lo sviluppo della neurologia (Specijalna bolnica za cerebralnu paralizu i razvoj neurolojije) e La casa dei bambini ostacolati nello sviluppo (in serbo: Dom za decu ometenu u razvoju).

Questi edifici sono stati gravemente danneggiati da i bombardamenti e abbisognano di una parziale ricostruzione, restaurazione e ristrutturazione.

L’ospedale ha necessità di ricostruire il tetto, di restaurare la facciata e gli interni; ha bisogno dell’aiuto di medici specialisti per la paralisi infantile, di specialisti per la fisioterapia ed anche di nuovi strumenti e più avanzate attrezzature per la riabilitazione con insegnanti per l’uso delle stesse; inoltre ha bisogno di bus speciale per il trasporto dei bambini dalla casa all’ospedale.

La casa che ospita i bambini ha invece necessità di ricostruire gli impianti e rinnovare 12 bagni; inoltre ha assoluta necessità della fornitura di letti per 310 pazienti, oltre a due macchine per stampare, con istruttori, che permetterebbero ai pazienti di lavorare e sentirsi socialmente utili.

Infine ha necessità di consulenti per i bambini ostacolati nello sviluppo (psicologo, specialista per la socializzazione e terapeuta).

Arco, 2 novembre 1999

FOTO (clicca per ingrandire)

un dettaglio del pullman

lettera di ringraziamento dell'ospedale

lettera di ringraziamento dei bambini