Tibet

il plastico del progetto

PROGETTO ‘LA MONTAGNA VIOLATA”

Il Tìbet è una vasta zona dell’Asia che culmina con le cime dell’Himalaya. E’ considerato il tetto del mondo perché è un immenso altopiano esteso per 2,5 milioni di chilometri quadrati con altitudine di 5000 e più m s.l.m., dal quale discendono i fiumi più grandi dell’Asia.

I Tibetani sono un popolo laborioso e pacifico e praticano la religione buddista.

Nel 1949 gli eserciti cinesi hanno invaso il Tibet (una vera e propria aggressione militare cori violazione di tutte le leggi internazionali in un paese che aveva un suo territorio, un suo governo, una sua lingua, una sua moneta) e da allora non è stato più un paese libero.

Il governo cinese ha imposto un’amministrazione che ha tentato di annientare le espressioni culturali politiche e religiose, del popolo tibetano, distruggendo la quasi totalità di templi, monasteri e case, uccidendo oltre un milione e duecentomila tibetani e arrestando migliaia di loro per reati di opinione e deportando migliaia di monaci e uomini di cultura.

Le donne tibetane, ancor oggi, sono costrette a subire interruzioni involontarie di gravidanza, sterilizzazioni forzate per il controllo demografico. Il territorio è devastato da sfruttamento minerarie incontrollato, industrializzazione forzata, deforestazione e quindi inondazioni. Una parte della popolazione è stata deportata in Cina, mentre 7 milioni di cinesi (contro 6 milioni di tibetani) sono stata trasferiti in Tibet allo scopo di far sparire completamente questo popolo. Questa misteriosa e magica terra è diventata inoltre il luogo dove la Cina deposita le sue scorie nucleari. Il capo spirituale e politico dei tibetani, il Dalai Lama (premio Nobel per la pace nel 1989), è rifugiato in India da dove conduce la lotta per riconquistare l’indipendenza del suo popolo.

I profughi tibetani in India e Nepal sono costretti sopravvivere m condizioni di grave disagio e lontano dalla fonte della loro ancestrale cultura. I campi profughi ospitano centinaia di migliaia di monaci e laici, numero che continua ad aumentare perché sempre più tibetani fuggono dalla loro terra per la violenza di un regime che vuole disconoscere i valori più profondi e la vita stessa di un popolo.

L’iniziativa denominata “La Montagna Violata”, per la quale il Centro Ghepeling (nella persona del responsabile del campo profughi, prof Chodup) in Italia ha già espresso soddisfazione e appoggio, è diretta a favorire il miglioramento delle condizioni di vita del campo profughi tibetano situato a Bhandara (Maharashtra), vicino a Nagpur nell’India centrale.

Si potrà in tal modo contribuire alla realizzazione di quelle condizioni minime di vita, presupposto indispensabile per la ricostruzione di una Comunità devastata da 50 anni di invasione cinese.

L’intervento proposto ha quale obiettivo la realizzazione di un edificio che possa ospitare molteplici attività, finalizzate in particolar modo all’assistenza all’infanzia.

un momento dell'inaugurazione

particolare della targa

alcuni bambini del centro

un momento della cerimonia di inaugurazione

alcuni bambini del centro in posa di fronte all'entrata

il gazebo de l'Uomo Libero a Trento, durante la visita di SS Dalai Lama